In questo momento

sabato 30 aprile 2011

UE: 1 GIORNO PER SALVARE LE ERBE MEDICINALI!

Domani l'UE metterà al bando diverse erbe medicinali, costringendo molti di noi a sostituirle con farmaci che incrementano i profitti delle grandi aziende farmaceutiche.

La direttiva europea impone barriere altissime a qualunque rimedio a base di erbe che non sia presente sul mercato da almeno 30 anni, incluse in teoria tutte le medicine tradizionali cinesi, ayurvediche e africane. E' una misura draconiana che asseconda le aziende farmaceutiche e ignora migliaia di anni di conoscenza medica.

Ci vuole un appello enorme
contro questo divieto. Insieme le nostre voci potranno fare pressione sulla Commissione europea per migliorare la direttiva, sui nostri governi nazionali perché non applichino questi standard, e dare legittimità a un'azione legale. Metti una firma cliccando su questo link, inoltra questa campagna a tutti e raggiungiamo 1 milione di voci per salvare le erbe medicinali.

Di seguito il testo della petizione

Alla Commissione europea e ai governi dell'UE:

In qualità di cittadini preoccupati chiediamo alla Commissione di emendare la direttiva 24/2004/EC, sospendendo le misure draconiane contro le erbe medicinali e rimuovendo tutte le barriere ai rimedi tradizionali con una lunga storia di utilizzo dentro e fuori l'Europa. Chiediamo inoltre ai nostri governi di rifiutarsi di applicare gli standard previsti dalla direttiva finché questa non sarà emendata. Abbiamo il diritto di decidere fra tutti i rimedi a disposizione e le medicine che garantiscono la salute nostra e dei nostri famigliari. 

APPROFONDIMENTI:

Le tisane e gli infusi come i farmaci. La stretta dell'Europa sulle erbe:
http://www.corriere.it/salute/10_ottobre_08/erbe-infusi-farmaci-stretta-ue_d394afba-d292-11df-8b7c-00144f02aabc.shtml

La direttiva europea sulle erbe medicinali messa in discussione da un'azione legale (in inglese):
http://www.euractiv.com/en/health/eu-herbal-medicines-law-set-legal-challenge-news-503563

L'UE vieta i rimedi naturali per favorire i farmaci (in inglese):
http://www.allvoices.com/contributed-news/8826364-european-union-directive-to-ban-natural-remedies-in-favor-of-pharmaceuticals

Le ditte di medicina trazionale cinese potrebbero essere fatte fuori dal mercato europeo (in inglese):
http://english.peopledaily.com.cn/90001/90776/90883/7343301.html

L'azione repressiva dell'UE contro i rimedi naturali (in inglese):
http://www.independent.ie/national-news/eu-crackdown-on-herbal-remedies-2628345.html
 

Petrolio & Nucleare o Energie Alternative? Italia controcorrente

Noi siamo italiani, e come tali siamo anche consapevoli che la nostra nazione non si è mai mossa coerentemente per il bene collettivo della popolazione.
Se i paesi civilizzati adottano nuove strategie per migiorare la qualità della vita, l'Italia rema al contrario.
Non capisco a volte se ci prendono per stupidi. E' vero, siamo un popolo spesso prigro, che si lascia abbindolare da trasmissioni vuote e senza senso, da partite di calcio, grandi fratelli e fattorie, matrimoni "reali", promesse di politici mai mantenute, gratta & vinci (ma cosa vinci, se alla fine ti giochi mezzo stipendio ?)... La nostra mente si atrofizza sempre più, e la cosa paradossale è che più tutto intorno a noi va male, più cerchiamo di non pensarci ricorrendo a tutte quelle distrazioni elencate sopra, invece di reagire e dire BASTA!
Nel video che seguirà, girato nella fine di ottobre 2010, Grillo ci spiega quali alternative potrebbero applicarsi per evolvere la nostra cara Italia. Ma a chi mai potrebbero interessare? Troppo facili, troppo economiche, troppo evolute, troppo poco redditizie da parte delle SPA che controllano la nazione, per essere solo prese in considerazione dal nostro parlamento. Ascoltate quali salti di qualità potremmo fare, invece di stare ogni mese a contemplare bollette stratosferiche, che ormai a stento riusciamo a pagare:


Poco dopo il famoso incidente di Fukushima, il 17 marzo 2011, Grillo è stato intervestato nella trasmissione "Annozero", e in quell'occasione richiama gli stessi argomenti a cui aveva accennato nel video precedente, qualche mese prima, stavolta però enfatizzando la "follia" del nostro governo per il solo ipotizzare ancora che il nucleare sia la scelta giusta. Ecco l'intervista:


Infine, giusto per avere le idee più chiare, un ulteriore intervista ad Annozero, risalente ad appena 2 giorni fa, il 28 aprile 2011, ve la consiglio vivamente:



A voi il giudizio se, a chi guida la nostra povera Italia, interessi qualcosa di noi e della salute dei nostri figli.

Per ulteriori approfondimenti, vi invito a visionare alcuni dei post precedenti:




venerdì 29 aprile 2011

Malattia. Nemica o amica?



Spesso interpretiamo la malattia come qualcosa di negativo, imputando ad essa la causa stessa del nostro male. In realtà la malattia rappresenta solo un campanello d'allarme, che ci avvisa che qualcosa non va nel nostro organismo. Qualcosa che abbiamo mangiato, bevuto o respirato. Fattori di stress. Queste sono le vere cause dello "star male". La malattia altro non è che la manifestazione fisica di questo evento. Un articolo tratto da "Scienza & Vita" pubblicato nel lontano agosto 1988, seppur datato, spiega egregiamente questa teoria.

A cura del Dottor Sebastiano Magnano 

L'igiene Naturale è insieme una corrente di pensiero ed il sistema di vita che ne deriva. Cercheremo di delineare l'una e l'altra. L'igienismo crede in un ordine armonioso della Natura: ogni fenomeno è regolato da leggi salde, coerenti, immutabili in ciò che hanno di essenziale. I processi della vita non sfuggono a queste leggi naturali che, se rispettate, rinnoveranno continuamente l'energia vitale e, se disattese, causeranno prima o poi, malattia e sofferenza. Per l'uomo quindi salute e benessere sono dei fini raggiungibili soltanto se egli si atterrà ad un modello di vita in armonia con le sue esigenze biologiche, psichiche e spirituali. La malattia è fondamentalmente una deviazione da questo modello: solo il ripristino di abitudini e comportamenti adeguati riporteranno la salute.
Chi segue l'igienismo respinge quindi l'atteggiamento fatalistico nei confronti della malattia: non dal caso dipende, ma dall'errore. Quando si sta male è segno che, magari inavvertitamente, è stata violata qualche legge naturale. Fin qui l'igienismo non si allontana da ogni concezione "Naturista".
Ma la sua originalità sta, fra l'altro, nella forza e nella coerenza con cui ha richiamato l'attenzione su un aspetto parziale di questo modo di vedere, (quasi sempre trascurato o dimenticato) che cercherò di illustrare nel modo più chiaro. Nel disegno armonioso della Natura, anche la malattia ha un significato, tende ad un fine, ha un suo posto che l'inquadra nell'insieme dei processi vitali. I sintomi, i segni morbosi non sono (se non in casi estremi) espressione di un cedimento del corpo, della rottura di un equilibrio, bensì processi eccezionali, attraverso i quali il corpo reagisce alle alterazioni determinate da incongrue abitudini di vita, (intossicazione progressiva) per ristabilire la normalità. In altre parole, la malattia è una manifestazione della capacità di autoguarigione ed autoriparazione del corpo. Capacità che nessuno può guidare o controllare meglio di quanto non faccia l’"intelligenza somatica" del corpo stesso. In definitiva tutto questo può essere sintetizzato con la frase dall'apparenza paradossale: “il corpo guarisce grazie alla malattia".
Credo che sia chiaro quindi che, per l'igienismo, ogni intervento terapeutico, qualunque sia l'indirizzo medico a cui si ispira (allopatia, omeopatia, fitoterapia, agopuntura, ecc.) è quasi sempre superfluo, o dannoso. Infatti tende ad interferire nei delicati e complessi processi spontanei di autoriparazione e autorigenerazione del corpo, processi che non possono essere conosciuti completamente dalla scienza medica. (E d'altra parte sono già di per sé il meglio che l'organismo può fare in quel momento e in quelle condizioni). Questo è un punto particolarmente delicato dell'igienismo ed io tenterò di dimostrare, come in molte situazioni della vita di oggi, un certo tipo d'intervento abbia la sua giustificazione anche in un'ottica igienista. Non vi è dubbio, comunque, che la corsa al rimedio è sempre diseducativa perché crea la convinzione errata che grazie ad esso si possono aggirare le leggi della vita.
Cosa fa dunque l'igienista quando si ammala? Bisogna premettere che ogni vero igienista si adopera affinché l'ambiente in cui vive sia il più salubre possibile, cura l'alimentazione, la respirazione, l'esercizio fisico ed ogni altra esigenza del corpo. In questo modo raramente si ammala. Se ciò succede sa che, nonostante la sua buona volontà, deve aver trascurato qualcosa e cerca di capire in cosa consiste il suo errore, in modo da rimuovere la causa reale della malattia (stress, errori alimentari, effetti tossici ambientali, ecc., questo è indispensabile perché la malattia non si ripeta). A parte questo lavoro fondamentale di, autoriflessione, cosa fa immediatamente in caso di malattia? La cosa più semplice e più facile, e alla quale l'istinto lo invita. Mette il corpo nelle condizioni migliori per portare a termine questa prova eccezionale, ma resa necessaria dagli avvenimenti, che è la malattia. Quali sono queste condizioni? Il completo riposo fisiologico, di cui il digiuno è parte integrante, e, non appena è riuscito ad identificarli, un apporto equilibrante di quei fattori vitali che sono stati trascurati. (Aria, luce, sole, ecc.).
Se alcuni di questi non sono a sua disposizione, cercherà di utilizzare nel modo migliore quei fattori di salute di cui dispone, senza mai eccedere, però, perché la vita si regge sull'equilibrio. Credo di aver già evidenziato un altro concetto chiave dell'igienismo: i fattori che ridonano la salute sono identici a quelli che la mantengono! Invece di dare all'ammalato sostanze che sarebbero generatrici di malattie in persone sane (farmaci) l'Igienismo darà i fattori che mantengono la salute, secondo i bisogni e le capacità del malato. Quindi: apporto equilibrato d'energia vitale nelle forme più varie (sole, luce, aria), apporto d'aria pura, acqua pura, cibo sano e naturale, esercizio fisico, pulizia del corpo, adeguato riposo, equilibrio psichico e spirituale. Alcuni di questi fattori (come esercizio fisico, cibo sano) sono da ricercare non immediatamente, ma quando la crisi disintossicante (malattia) è passata, per raggiungere così un completo recupero. Durante la malattia la cosa più importante è infatti il riposo fisiologico completo (digiuno).
Durante il completo riposo fisiologico, infatti, tutte le risorse energetiche dell'organismo saranno a disposizione dell'attività disintossicante. Da quanto ho detto finora dovrebbe essere chiaro che per l'igienismo tutte le malattie hanno fondamentalmente una causa (EZIOLOGIA) - unica: una vita irregolare che ha diminuito la vitalità del corpo (SNERVAZIONE) e determinato avvelenamento del sangue (TOSSIEMIA) e, di conseguenza, dei tessuti. Ho introdotto così due termini chiave per capire a fondo il dinamismo del fatto morboso:
1) SNERVAZIONE
2) TOSSIEMIA
Sono due fenomeni strettamente correlati che costituiscono il modo con cui dalla causa iniziale si sviluppa la malattia: cioè la PATOGENESI. Vorrei richiamare l'attenzione su alcuni concetti non trascurabili:
1) Essendo unica la causa, unica la modalità di sviluppo ed unica la modalità di guarigione, la malattia è fondamentalmente una sola, pur assumendo aspetti e apparenze sempre diverse a causa delle diversità degli individui e delle circostanze.
2) Pur se la malattia sembra, in certi casi, a esclusivo carico di un organo, in effetti è sempre tutto il corpo ad essere ammalato, anche se una sua parte può essere impegnata in modo più vistoso nell'attività di eliminazione delle tossine e nei fenomeni riparativi: ciò si verifica o per cause contingenti (es. un trauma) o per cause che dipendano dalla costituzione individuale o dalle abitudini o anche dall'ambiente.
Da un certo punto di vista si potrebbe pensare che l'organo più impegnato sia il più debole, quello che risente maggiormente delle condizioni interne non buone. Ma è più coerente con l'ottica igienista dire che, in un certo senso, sia il più forte! Dal momento che la malattia è un processo attivo e regolato, il compito maggiore sarà devoluto a chi è in grado di sopportarlo meglio: l'organo più forte, appunto. Esempio: se la pelle presenta eczemi, ciò è perchè essa ha la capacità di svolgere un lavoro di eliminazione meglio di altre parti del corpo. Se la pelle si indebolisce (pomate ed unguenti vari!) può scomparire l'eczema, ma il lavoro che faceva la pelle adesso è a carico del resto dell'organismo che probabilmente non sarà in grado di svolgerlo con la stessa efficienza di prima; il conseguente aumento della tossiemia comporterà un aggravamento della condizione generale: la pelle potrà sembrare più sana, ma il corpo è più malato!
3) Se la malattia è una, la giusta diagnosi perde molto del suo valore. Semmai, può avere importanza saper valutare la residua vitalità dell'organismo: non perché cambino con essa le misure da prendere, piuttosto essa ammonisce sull'urgenza e drasticità di tali misure.
4) Ed i virus, i batteri, i funghi, i parassiti e la sterminata serie di cause che la medicina d'oggi considera reali, cioè in grado di causare le malattie o comunque di giocare un ruolo preponderante nel loro determinismo?
Sono, quando non si tratta di fantasie, dei fenomeni che si instaurano secondariamente: un corpo sano resisterà a qualunque germe, (i germi, di ogni tipo, sono ovunque) un corpo intossicato, viceversa, può diventare il terreno di coltura dei germe più banale e cedere alla sua invasione. Vi sono delle condizioni particolari che possono danneggiare il corpo: es. traumi che causano lesioni di ossa, muscoli; organi interni ecc., azione di caustici, ustioni; avvelenamenti con tossici di origine inorganica e biologica (ad es. funghi e serpenti velenosi, ecc.). Ma tutti questi avvenimenti non sono malattie! Sono situazioni traumatiche in cui il corpo è leso perché è esposto a condizioni talmente inadeguate alla vita da determinare un vero e proprio guasto immediato nel corpo. In casi del genere, un intervento tempestivo può essere la salvezza: ma non sono malattie!
Per quanto riguarda poi l'incidenza, nell'insorgere della malattia, della ereditarietà, l'igiene Naturale pensa che essa è trascurabile rispetto al ruolo giocato dall'ambiente e dalle abitudini di vita. Vivendo in armonia con la Natura, si potrà rinvigorire una costituzione debole, il comportamento opposto deteriorerà rapidamente il fisico più forte. Le malattie ereditarie vere e proprie, (quelle in cui l'ambiente non giocherebbe alcun ruolo) sono veramente rare e, secondo l'igiene Naturale, sarebbero ascrivibili ad una somma di errori commessi dai progenitori. Questo significa che l'igiene Naturale nega, in realtà, la possibilità di una malattia genetica pura, causata, cioè, da una alterazione del patrimonio ereditario dovuta a fattori casuali o, comunque, non riconducibili a comportamenti scorretti dell'uomo.

Per ulteriori approfondimenti vi invito a leggere, se già non lo avete fatto, uno dei post precedentemente pubblicati molto interessante: Verità alimentari. Tutto ciò che non vi hanno mai raccontato.

Scuola. Fabbrica di automi del futuro.



Prima di pubblicare questo post, mi sono preso del tempo per riflettere. E' un argomento particolare quello di oggi, che non tutti potrebbero condividere. Eppure la scuola mi piaceva, andavo anche bene, i miei voti erano soddisfacenti, e adesso ricordo perchè...
Non sempre gli argomenti trattati mi interessavano, così li tralasciavo. Non sempre le tracce dei temi mi appassionavano, così seguivo un filo logico tutto mio. Non sempre un professore mi stava simpatico, così non ammiravo nè lui nè le sue lezioni. Solo adesso capisco che in questo mio modo di pensare e agire era presente un mix di autonomia, indipendenza e libertà di pensiero. Certo, spesso tutto ciò collimava con il sistema scolastico, spesso fra gli 8 e 9 veniva fuori qualche 5. Ma mi stava bene, purchè non fosse lesa la mia libertà, nè sottomessa la mia personalità. O si stava alle mie condizioni, o per me la scuola poteva anche chiudere. Fortunatamente questa mia voglia di emergere mi ha, per così dire, tenuto a galla, almeno fino al diploma. L'università invece, facoltà di medicina che cominciai a frequentare a 18 anni, non si mostrò affatto flessibile a questo "modus operandi", quindi dopo diversi anni di studi e svariati conflitti interiori capii che non faceva per me. Capii che l'istruzione personale dovevo cercarla da solo, con la mia passione per la conoscenza. Così da allora ho sempre studiato per conto mio. Non avrò quel pezzo di carta chiamato laurea, ma mi sento molto più colto, critico e soprattutto "libero" di molti laureati.
Per rendere l'idea, il video che seguirà è molto esaustivo. Guardatelo con attenzione, e se avete figli che frequentano la scuola, cercate di spiegar loro che devono viverla con la loro personalità, con la loro libertà di pensiero. Credetemi, meglio un 6 nella pagella frutto di un tema "libero", piuttosto che un 8 dovuto alla massima sottomissione al sistema. Buona visione.

mercoledì 27 aprile 2011

Rifiuti e Nucleare. Questione di speculazione.

L'Italia, con le sue vicende degli ultimi anni sullo smaltimento dei rifiuti, si è sicuramente distinta anche all'estero per la sua "impeccabile" gestione degli stessi. Certo, viene da chiedersi se dai rifiuti ci si possa ricavare qualcosa, ma quando la politica irrompe coadiuvata da facoltosi imprenditori, allora la risposta è certamente positiva. Non da meno risulta essere il nucleare. Sarà un caso che diverse e influenti aziende italiane (e non) stanno investendo (o stanno cercando di farlo) in Italia, nel settore rifiuti e nucleare? Con il video che seguirà, Beppe Grillo ci darà la sua visione di questo "sporco" e squallido affare.


Vorrei sottolineare che questo video è stato girato a Milano, alla fine di Ottobre del 2010. Ovvero quando l'incidente di Fukushima non era ancora avvenuto. Sembra che Grillo avesse quasi profetizzato gli enormi rischi del nucleare. Inoltre vi invito a rileggere un mio precedente post "cosa c'è dietro lo stop al nucleare" pubblicato il 25 aprile scorso, nel quale vengono spiegati i motivi per cui, allo stato attuale, il governo ha deciso di fare dietro front, o meglio, rimandare le decisioni sul nucleare ai prossimi anni, nella speranza che gli italiani, nel frattempo, possano dimenticare la tragedia giapponese. E infatti, come volevasi dimostrare, Berlusconi, vedendosi smascherato, è costretto subito dopo a dichiarare ufficialmente le sue intenzioni, come si può evincere da questo video.



Questo invece è l'articolo apparso su "Repubblica" in data 26 aprile, che riassume le parole del premier:


ROMA - Premette: "Siamo assolutamente convinti che l'energia nucleare sia il futuro per tutto il mondo". Poi ammette senza giri di parole il bluff dell'esecutivo: "La gente era contraria, fare il referendum adesso avrebbe significato eliminare per sempre la scelta del nucleare". Silvio Berlusconi, nella conferenza stampa seguita al vertice italo-francese a Villa Madama, puntualizza così il senso della "moratoria nucleare" del governo. Quello stop, a detta di Berlusconi momentaneo, seguito al disastro di Fukushima 1, che ha reso vano il referendum previsto per giugno 2. E che, con tutta probabilità, avrebbe visto la bocciatura della scelta nuclearista.
"L'accadimento giapponese ha spaventato ulteriormente i nostri cittadini. Se fossimo andati oggi al referendum, non avremmo avuto il nucleare in Italia per tanti anni. Per questo abbiamo deciso di adottare la moratoria, per chiarire la situazione giapponese e tornare tra due anni a un'opinione pubblica conscia della necessità nucleare" dice il Cavaliere. "Siamo assolutamente convinti che il nucleare sia il futuro per tutto il mondo - aggiunge Berlusconi - L'energia nucleare è sempre la più sicura". Anche perché, assicura, il disastro giapponese si è verificato perchè la centrale di Fukushima era stata edificata su un terreno che non lo permetteva.
Quel che è certo, continua il premier, è che il futuro dei contratti tra Enel e Edf sul nucleare non pare compromesso: "Non vengono abrogati, non vengono annullati e stiamo decidendo di mandare avanti molti settori di questi contratti come quelli relativi alla formazione".
Sarkozy. "Rispettiamo la decisione dell'Italia ma se gli italiani decideranno di tornare al nucleare, la Francia sarà un partner accogliente e amico - dice Sarkozy -  siamo pronti a lavorare con voi e a rispondere a tutte le vostre domande sulla sicurezza delle nostre centrali".
Le reazioni. "Berlusconi ha confessato. Abbiamo la prova dell'imbroglio, da noi denunciato sin dal primo momento. Non vuole rinunciare al nucleare, ma vuole solo bloccare il referendum perché ha paura del risultato delle urne" attacca il leader dell'Idv Antonio Di Pietro. Simile il commento espresso in una nota ufficiale del Pd: "Berlusconi ha gettato la maschera confermando che la moratoria sul nucleare è un bluff". "Pertanto - prosegue il comunicato - visto che l'emendamento del governo non cancella l'attuazione del piano di costruzione di nuove  centrali nucleari,  il referendum abrogativo è pienamente in vigore. Chiaramente più della salute degli italiani e dei costi assurdi di un progetto assolutamente non conveniente il governo antepone interessi che alla luce delle carte di WikiLeaks sono sempre più oscuri e controversi. D'altra parte se questo governo si appella tutti i giorni alla volontà popolare perchè deve averne paura i prossimi 12 e 13 giugno?". 
Dura anche la reazione di Sinistra ecologia e libertà. "Le parole di Berlusconi - dice il leader Nichi Vendola - sono l'immediata conferma, se mai ce ne fosse stato bisogno, dell'intenzione del governo di voler prendere in giro gli italiani, calpestando in modo arrogante e cialtronesco, il loro diritto ad esprimersi su una questione, come quella dell'energia nucleare, da cui dipende la sicurezza ambientale e la sopravvivenza delle generazioni future del nostro paese". Sulla stessa lunghezza d'onda le parole del presidente nazionale dei verdi Angelo Bonelli: "Le dichiarazioni di Berlusconi sono la prova provata dell'inganno del governo sul nucleare". Per Greenpeace "le dichiarazioni di Berlusconi "svelano il segreto di Pulcinella: la moratoria sul nucleare è una vergognosa pagliacciata per evitare il referendum del 12 giugno" mentre il Wwf afferma che "la volontà popolare non deve essere ignorata, o si mette una pietra tombale sul nucleare oppure si va al voto con il referendum".


Non ci sono parole, certamente al governo la salute della nazione interessa poco. Ciò che interessa davvero ai politici è riempire le tasche loro e di chi li manovra, servendosi di ogni mezzo e disinteressandosi del rispetto della vita altrui.

Tecniche di manipolazione mentale


Vorrei sottoporvi un articolo molto interessante relativo alle moderne tecniche di manipolazione della mente. Crediamo di essere immuni da tutto questo, ma se leggiamo con attenzione, ci renderemo conto che gli attacchi provengono da ogni dove, e molto spesso li subiamo senza rendercene conto, e pagandone care le conseguenze.


Marcello Pamio – 11 ottobre 2010
Tratto dal libro “Neuroschiavi: manuale scientifico di autodifesa” di Marco Della Luna e Paolo Cioni, Macro edizioni

Cercare di spiegare cosa sono e come vengono praticate le cosiddette “tecniche di manipolazione mentale”, in una società quasi completamente controllata e manipolata come la nostra, non è compito facile. Per fortuna il libro scritto dall’avvocato e psicologo Marco Della Luna assieme al neuropsichiatra Paolo Cioni ci viene in aiuto.
Affermare che la nostra società - com’è strutturata - è una vera e propria gabbia mentale, fa subito aizzare i paladini e i difensori dei diritti civili, che sbandierando ai quattro venti termini come “libertà” e “democrazia”, cercano immediatamente di tranquillizzarci tutti, soprattutto le loro coscienze. Forse non capiscono. Forse fanno finta di non capire, che parole bellissime come “libertà” e “democrazia” primo non significano granché e secondo vengono sfruttate e amplificate proprio dall’establishment economico-finanziaria (cioè i veri e propri Burattinai), proprio per dare a noi l’illusione di non essere in gabbia.
Nessuno è più schiavo di colui che si ritiene libero senza esserlo” - Johann Wolfgang von Goethe.
Dire alle persone che esse sono prigioniere di un sistema è pericoloso e controproducente perché può scatenare rivolte e ribellioni, mentre convincere gli stessi prigionieri di essere liberi e in democrazia, elimina ogni forma avversa e ogni tentativo di evasione. Il titolo di un libro[1] del gesuita Anthony De Mello, a tal proposito è interessante, perché se un’aquila, che potrebbe tranquillamente volare libera nei cieli, cresce con la convinzione di essere un pollo, rimarrà per sempre dentro il pollaio. Avrebbe la possibilità di volarsene via, di spiccare il volo, ma tale potenzialità (castrata dalla società intorno) rimarrà latente per il resto della vita o almeno fino al “risveglio”
Lo aveva perfettamente compreso Edward Bernays, tecnico della propaganda, che nel suo saggio Propaganda del 1929, spiega come sia stato proprio l’avvento delle forme di governo democratico e delle cosiddette libertà individuali, assieme all’industrializzazione, a produrre la necessità oggettiva (da parte della politica e dell’economia) di governare, cioè manipolare dall’alto il pensiero e il comportamento delle masse, sia come elettori che come consumatori. Questo è il motivo per cui oggi la manipolazione mentale è divenuta una tecnologia e una scienza, nella quale si investono molti più denari che in tutti gli altri campi della psicologia. Non solo, la manipolazione è essenziale e strutturale nella vita quotidiana del mondo in cui viviamo, e se non ci credete leggete fino alla fine. In un siffatto scenario, dove libertà e consapevolezza sono sempre più minacciate, è indispensabile conoscere gli strumenti che le attaccano. Solo conoscendo possiamo difenderci.

L’importanza dell’informazione
L’importanza dell’informazione è fuori da ogni discussione. Informare, lo dice il nome stesso che deriva da “in-formare”, cioè dare forma. Ma dare forma a cosa, se non alle coscienze? Non a caso, tutte le grandi dittature hanno iniziato sempre con il controllo dei mezzi di comunicazione (mass-media), proprio per plasmare le menti e coscienze delle persone. Oggi la maggior parte della comunicazione mira non ad informare oggettivamente, ma a influire nella psiche, sui gusti, sulle decisioni delle persone, dei consumatori, dei risparmiatori, degli elettori, ecc. La totalità delle persone, educata dalla tivù alla passività e pigrizia mentale sin dall’infanzia, non sviluppa la capacità di mantenere l’attenzione autonomamente, se non è emotivamente coinvolta. I manipolatori questo lo sanno bene e per veicolare le loro informazioni (commerciali, politiche, economiche, ecc.), mantengono viva l’attenzione della gente, agendo direttamente nell’emotività. Questo si chiama intrattenimento. Il paradosso è che sono le persone stesse che esigono di essere intrattenute e non informate, e ovviamente il Sistema le accontenta: informa (a modo loro) attraverso l’intrattenimento.L’importanza dei mezzi di comunicazione, come detto prima, è enorme. Ai fini della governabilità, soprattutto nelle società basate sul consenso, è indispensabile limitare, ma anche controllare e orientare l’informazione, la costruzione della rappresentazione illusoria del mondo e da cui dipende la produzione e gestione del consenso. L’informazione proprio per questi motivi, è controllata in modo strettissimo: pochissime agenzia di stampa, di proprietà rigorosamente privata e bancaria, forniscono le informazioni alla quasi totalità dei media (giornali, telegiornali, radio e internet).

Rilassamento e distrazione per meglio controllare
Il rilassamento è la più semplice tra le condizioni mentali che aumentano la suggestionabilità. Tale stato si può indurre facendo in modo che le persone si stanchino fisicamente e mentalmente, oppure tediandole con compiti e discorsi ripetitivi o distraendole con stimoli erotici e/o sessuali (donne bellissime seminude che presentano un programma o vendono un prodotto, ecc.). Anche la musica ha la sua importanza, perché può essere molto dolce per cullare o al contrario usare frastuoni per stordire letteralmente le persone.
Se ad un pubblico rilassato (davanti alla tivù) si somministra una storia con determinati contenuti (la classica storia che si vede nei programmi d’intrattenimento), si ottiene l’induzione di una trance, nelle quale è facile poi operare suggestioni e impianti mentali. La distrazione è indubbiamente la strategia principe messa in atto dai mezzi di comunicazione di massa.
Tecnicamente il distrarre l’attenzione cosciente (quindi l’azione dell’emisfero cerebrale dominante) di una persona assorbendola in qualche attività o distraendola con notizie e informazioni assolutamente inutili, lascia il subconscio (o l’emisfero non dominante) sguarnito del suo presidio critico, rendendo possibile l’instillazione di suggestioni, immagini, storie, ecc. Tutto quello che viene veicolato media (tivù, giornali, telegiornali e radio) in virtù del controllo capillare che esiste, è totale distrazione di massa.
Le telecamere e le luci dei riflettori vengono indirizzate su problematiche del tutto inutili per noi (la casa del partito di governo, i rom, gli stupri, delinquenza, l’assassinio in famiglia, ecc.), ma estremamente funzionali per il Sistema, che in questa maniera non fornisce le Vere informazioni e notizie. Riempiono, per così dire, il palinsesto mediatico, per riempire il nostro cervello con spazzatura, idiozie, gossip, e altre stupidità amene. Una volta raggiunto il limite non c’è più spazio per le cose importanti.

Obbedienza al Sistema
Ogni establishment che si rispetti, ha il suo arsenale di mezzi di dominazione, il cui fine ultimo è quello di produrre compliance, cioè obbedienza, conformazione da parte delle persone. Dominare gli altri significa ottenere la loro compliance, più o meno volontaria. Naturalmente è meglio se volontaria, cioè ottenuta con la manipolazione (illusione, persuasione, intidimidazione o condizionamento), anziché imposta con la forza (dittature, colpi di stato).


La scuola
La scuola è il mezzo primario per la manipolazione culturale e mentale. Impadronirsi dei bambini per formarli e condizionarli è nell’agenda di ogni Stato, totalitario o liberale e democratico che sia. Abituare i bambini, attraverso l’esecuzione ripetuta per anni degli ordini degli insegnanti, a seguire gli ordini delle autorità; abituarli alla sistematica gratificazione, all’assenza di regole e di confronti con la realtà, sforna creature incapaci di auto-disciplina, completamente dipendenti e incapaci di organizzarsi. Bambini siffatti, saranno adulti corrotti e dipendenti dall’esterno, quindi più facilmente manipolabili. 
Nelle scuole, da una parte l’insegnamento delle materie fondamentali è concepito in modo di prevenire proprio il formarsi di una visione d’insieme (storia e scienza sono due banali esempi), dall’altro si cerca che le nuove generazioni non dubitino mai che il sistema di potere sia democratico e legittimo.
A tal proposito, il linguista statunitense Noam Chomsky scrive: “siccome nelle scuole non insegnano la verità circa il mondo, le scuole devono ricorrere a inculcare negli studenti propaganda circa la democrazia. Se fossero realmente democratiche, non vi sarebbe bisogno di bombardarli con banalità circa la democrazia
La conformazione e indottrinamento del popolo statunitense è l’esempio perfetto. Il giorno a stelle e strisce inizia con l’alzabandiera, prosegue con il canto dell’inno nazionale, le preghiere collettive e le esaltazioni patriottiche. Tutta questa “democrazia” e “libertà” del popolo fanno degli USA, non a caso, il paese più guerrafondaio del pianeta! Viene da sé che nelle scuola non possono insegnare la verità, perché la Verità renderebbe gli uomini liberi! Non stupisce quindi trovare scritto negli attuali sussidiari scolastici, commenti sulle straordinarie proprietà degli alimenti transgenici (OGM), e come risolveranno per esempio la fame nel mondo. Questa è la più becera e deleteria propaganda di Regime: facendo crescere i bambini di oggi con simili falsità (facilmente dimostrabili), sarà molto più facile da adulti condizionarli, e questo è solo un banale esempio.
Mentre la nostra società deve comporsi non di uomini liberi, ma di una massa di lavoratori-consumatori-elettori alla base, e un piccolissimo gruppo o strato superiore, di dirigenti, figli di imprenditori, politici e banchieri. Solo questi ultimi vengono portati ad un livello di conoscenza privilegiato che consentirà loro di continuare a dirigere la società e mantenere il potere stabilito.

La neuroscienza
Per fare luce sulla manipolazione mentale e come questa viene messa in atto ogni giorno è necessario avere delle nozioni sulle funzioni primarie del nostro cervello. Il cervello è formato da due emisferi: destro e sinistro. Entrambi processano e analizzano gli stessi dati, la differenza sta nel fatto che l’emisfero di sinistra processa in maniera lineare o sequenziale, quello di destra invece processa i dati simultaneamente. Non solo il destro essendo muto (il centro del linguaggio è a sinistra) deve affidarsi all’emisfero sinistro perché gli fornisca spiegazioni plausibili, ragionate, in vista delle decisioni da prendere sulla base del materiale (immagini, suoni, ecc.) processato a ogni istante. In pratica tutto deve passare per il sinistro.
Siamo cresciuti con la credenza che nasciamo con un certo numero di neuroni e che questi lentamente muoiono senza ricrescere. Le ultimissime scoperte della neuroscienza dicono invece che i neuroni incessantemente formano nuove sinapsi[2] e sciolgono sinapsi vecchie, e in modesta misura, nel cervello si generano nuovi neuroni, soprattutto in determinate parti del cervello.
Questo fatto importante si traduce così: l’acquisizione di nuove conoscenze, abilità, schemi comportamentali, (per esempio apprendere una poesia a memoria, suonare il pianoforte, ecc.) si attua mediante la formazione di nuovi circuiti e lo sviluppo vero e proprio nel cervello delle aree relative. Quindi imparare cose nuove non solo allena il cervello ma anche crea e sviluppa delle zone cerebrali. Viceversa, trascurando queste facoltà, si produce la loro decrescita. Il nostro cervello è in grado di elaborare una mole incredibile di informazioni: oltre 400 miliardi di bits ogni secondo, ma siamo consapevoli di soli 200 bits. In pratica siamo consapevoli di mezzo miliardesimo di ciò che avviene e giunge al nostro cervello!
Da questo punto di vista, possiamo, con un certo sforzo e impegno, esercitare e coltivare la capacità intrinseca di essere consapevoli in ogni momento della vita, oppure pigramente lasciarci andare facendoci coccolare e atrofizzare l’encefalo.
Tutta l’industria dello spettacolo e del divertimento (discoteche, alcol, droga, ecc.) lavorano intensamente per rendere piacevole proprio questa lenta ma insesorabile atrofizzazione; dall’altra parte la politica scolastica mira a renderle legittime agli occhi dei più giovani. Il tutto perché una popolazione di persone etero-dirette (atrofizzate nel cervello e nella coscienza) è molto più gestibile di una popolazione di persone auto-dirette.
L’altra cosa importante necessaria per comprendere il quadro generale è che la maggior parte delle cose che facciamo nella nostra vita, da mattina fino a sera, le eseguiamo inconsciamente. Nel farle, non solo non siamo coscienti di essere coscienti, ma non siamo nemmeno coscienti di farle. Questo processo incredibile sarà chiarito con l’esempio degli acquisti nei supermercati. Ricapitolando il nostro inconscio registra ed elabora molti più dati di quelli di cui siamo consapevoli: il processo di elaborazione verbale, di ragionamento, di coordinamento sensori-motorio, mentre parliamo (scriviamo o guidiamo l’auto o suoniamo il pianoforte o giochiamo a calcio) è non solo interamente, o quasi interamente, subconscio, ma è anche immensamente più veloce della coscienza. Se è vero, come è vero, che il novanta per cento di quello che facciamo viene gestito inconsciamente, mettere le “mani” in questa parte oscura della nostra mente, significherebbe avere un potere enorme di controllo…

Il senso di impotenza
Un'altra strategia, strettamente interconnessa con il tema del controllo, è la gigantesca campagna mediatica che inculca il senso di impotenza. Un vera e propria operazione pianificata che sta facendo da una parte assuefare a sentirsi impotenti, e dall’altra desensibilizzando alla violenza, spegnendo ogni reattività emotiva. Come viene attuato tutto ciò? Bombardando di immagini e notizie violente (assassinii, stragi, eccidi, distruzioni, brutalità) senza che avvenga alcun intervento e/o cambiamento per porvi fine. Perché lo fanno? Assuefacendoci ad accettare l’illegalità, il degrado, il furto, il crimine, l’insicurezza del territorio, le bande, l’immigrazione selvaggia, ecc. come cose inevitabili e irrisolvibili, e contemporaneamente non lasciando il tempo di pensare e riflettere, subissandoci di infiniti, incalzanti, estenuanti adempimenti: fisco, contributi, tasse, tariffe, bolli, revisione caldaia, auto, ecc., non è possibile per noi capire cosa sta realmente accadendo, e soprattutto non è possibile organizzarci di conseguenza.
Il senso di impotenza, grazie ai mezzi di comunicazione di massa sta contagiando la società occidentale in maniera capillare, le persone oramai sono completamente apatiche e prive di volontà di cambiamento. Per quale motivo dovremmo cambiare noi stessi e la nostra vita, se non vediamo la luce, se le aspettative sono assolutamente nere? Questo però blocca e paralizza le coscienze di milioni di persone totalmente in balia del Sistema.

Cognizione e comportamento
Abbiamo visto prima che la scuola è strutturata per condizionare culturalmente e socialmente i bambini. Bisogna sapere che già nella prima infanzia ci creiamo falsi sistemi di convincimenti circa la realtà che ci circonda, gli aspetti che più ci toccano (rapporti con i genitori, le figure di potere da cui dipendiamo). Dal punto di vista psicologico, questi sono sistemi falsi, censurati, distorti non conformi alla realtà stessa, al fine adattativo di evitarci angosce e conflitti con certi aspetti della realtà, facendoci vivere in una realtà soggettiva modificata, resa compatibile con i bisogni e le difese della nostra psiche e con l’esigenza di mantenerci in accordo con le persone da cui dipendiamo. Certe pratiche di manipolazione, si agganciano (se ovviamente ben congegnate) proprio a questi meccanismi, alle distorsioni e rimozioni che sono i loro prodotti e che interessano soprattutto il campo della paura, aggressività e sesso.
I manipolatori (che possono essere religioni, sette, marketing e politica) costruiscono su di essi l’adepto, il cittadino, il consumatore, il lavoratore. Alle figure di potere genitoriali subentrano o si associano, quelle politiche, governative, giudiziarie, ma anche testimonial della reclame!

Pubblicità
La pubblicità commerciale nasce negli Stati Uniti negli anni ’20 per produrre, dirigere, sostenere la domanda di beni e servizi prodotti in massa dagli impianti manifatturieri. In seguito, dalla metà degli anni ’50, la produzione, l’offerta di beni, superò di molto la domanda, per cui la pubblicità iniziò a indurre la gente a massificare i consumi, creando veri e propri bisogni. Il tutto per vendere prodotti.
In seguito si è arrivati in cui la produzione supera il potere di acquisto, il reddito. Questa situazione è socialmente ed economicamente gravissima, perché gli investimenti attuati per la produzione sono a rischio perché la produzione non sarà comperata. Da qui il rischio di un crollo sistematico e da qui la nascita delle forme di ampliamento del potere di acquisto, ampliando l’accesso al credito: carte di credito e di debito!
Negli anni ’90 il marketing diventa “one-to-one”: la personalizzazione dei prodotti e dei servizi, permessa dall’informatica e l’elettronica, consente di tracciare il singolo cliente in modo tale dal lanciargli gli stimoli personali e mirati. Stiamo parlando di pubblicità personalizzata, ben rappresentata nel film di fantascienza “Minority Report”. Il marketing pubblicitario, che sia di un farmaco o un cibo, è indubbiamente il più spietato e certamente scientifico sistema di condizionamento mentale. Il loro scopo è quello di convincerci a comprare un prodotto. Per l’analisi delle reazioni e lo studio della psiche, oltre ai test verbali, il marketing di oggi possiede un ricco arsenale di strumenti biofisici (frequenza e ampiezza delle onde corticali, frequenza respiratoria e cardiaca, consumo di ossigeno, resistenza cutanea, tono muscolare, vasocostrizione periferica, ecc.) in gradi di misurare il livello di eccitazione e attenzione del soggetto.
La neuroscienza, che in questo ambito potremo chiamare neuromarketing, ha descritto che l’area encefalica rilevante ai fini della decisione (di acquisto) è la corteccia prefrontale mediana.
E’ comune pensare allo spot pubblicitario in tivù o su un giornale, come alla classica pubblicità di una azienda. Niente di più sbagliato. Ogni parola, colore, carattere, frase, immagine, logo, soggetto usato, ai nostri occhi inesperti potrà sembra casuale, ma non per i neuroscienziati che stanno dietro. Questi esperti (psicologi, psichiatri, sociologi, neuropsichiatri, ecc.) pagati profumatamente, non creano solo pubblicità, ma veri e propri condizionamenti tali da produrre determinate associazioni o stati d’animo nella mente dei destinatari, cioè noi consumatori. Frequentemente nelle immagini pubblicitarie o propagandistiche vengono inseriti “embeds”, cioè parole o immagini evocative nascoste, non manifeste, non coglibili dalla mente conscia, ma ritenute coglibili dall’inconscio.
Spesso e volentieri queste parole o immagini nascoste sono stimoli sessuali: parole come “sesso”, “sex”, o immagini di organi sessuali, donne nude, orge associate al prodotto reclamizzato. Il tutto, da una parte, per facilitare le scelte di acquisto, e dall’altra, per deviare e quindi meglio controllare le masse. Interferire nella sessualità delle persone (come avviene in molti culti religiosi) è un mezzo sicuro ed efficace per agire sugli strati profondi della psiche! Se ciò sembra impossibile, le parole del dottor Lechner in merito a quello che fanno alcuni psicologi e psichiatri nell’ambito dell’alcolismo, potranno sembrare fantascienza. Con la scusa di aiutarli a liberarsi dalla dipendenza dall’alcol, raccolgono informazioni su incubi e allucinazioni che i loro pazienti sperimentano soprattutto quando sospendono l’assunzione dell’alcol, e le usano per congegnare pubblicità di alcolici, col presupposto quanto criminoso scopo di evocare, tramite immagini angoscianti, il bisogno di assumere alcol!
Un’altra tecnica “dolce” di conquista seduttiva, consiste nell’indurre la convinzione che la nostra libertà sia in pericolo e che si debba prendere quanto prima una decisione. “Ti stai accontentando? Passa a Quattro Salti in Padella di Findus”, dice la pubblicità televisiva. Tradotto: “stai accettando una limitazione alle tue aspirazioni a mangiar bene? Sei uno sciocco a farlo, perché puoi soddisfarle, liberandoti dai limiti, passando a Quattro salti in padella! Lo spot non vuole certo aumentare la nostra libertà, ma all’opposto restringerla, inducendoci a comprare quel prodotto specifico. Far credere al soggetto che la decisione deve essere sua e solo sua, è un trucco efficace per predisporlo a decidere come si vuole che decida, lasciandogli però l’illusione della libertà.
Il filone centrale della psicologia del marketing sono i fattori decisionali: Motivational Research, ricerca motivazionale.
La neuroscienza sa che gli uomini non sono consci del perché fanno buona parte di ciò che fanno. Ecco perché le persone, illudendosi del contrario, rispondono allo stimolo condizionato del simbolo e non alla qualità reale. La pubblicità, la tecnica motivazionale si concentra proprio sulla manipolazione dei simboli.
I consumatori vengono conquistati mediante suggestioni illogiche, non mediante la qualità o efficacia del prodotto, e questa è la logica delle griffes (prodotti spesso mediocri ma venduti a prezzi alti in virtù di una etichetta-simbolo, quindi esclusivi e per pochi).
Il senso di colpa collegato al piacere di consumi voluttari come tabacco, alcol, dolciumi, inibisce i consumi, quindi va contrastato associandolo per esempio a valori positivi (come il medico che fuma, i nomi alcolici di protesta politica “Fidel”, “Cuba Libre”, calore di famiglia, quindi etica, per i dolci ecc.).
Rispetto al prodotto artigianale, il bene di produzione di massa viene spettacolarizzato per trasformarlo in un simbolo. I supermercati, non a caso, sono luoghi in cui si concentra un potere enorme di emanazione simbolica, quindi un enorme potere condizionante sulla mente. I due terzi degli acquisti eseguiti nei supermercati sono voluttuari e decisi sul posto, sotto l’effetto di stimoli locali, in uno stato psicofisiologico alterato. Lo ha accertato una ricerca nel 1954 della DuPont Corporation. Infatti nel supermercato la persona è alquanto indifesa rispetto alla manipolazione e si trova in una specie di trappola psicologica, che può essere perfezionata con l’aggiunta di stimoli musicali e olfattivi. Tra tutte le categorie di consumatori, la più indifesa è quella dei fanciulli, nei quali è facile imprimere bisogni, affiliazioni e abitudini. Inoltre i bambini sono molto più vogliosi di cose nuove e meno capaci a resistere agli impulsi. Sono il punto cedevole della famiglia e infatti il marketing punta proprio su di loro per indurre i genitori a sborsare quattrini.
Con i bambini è più facile suscitare ondate di moda o voghe, che inducono consumi a valanga di tutto un collegato di prodotti sussidiari e con funzioni diverse. La pubblicità mira a modificare il panorama cognitivo, la visione del mondo, dei valori, dei pericoli o stile di vita, in pratica la pubblicità è l’industria della creazione dei bisogni immaginari  e di mode!

Messaggi subliminali
Sono messaggi che vanno ad agire sotto la soglia della coscienza, quindi non sono percepibili.
La visione umana può percepire una immagine in un filmato solo se essa è presente almeno in 12 fotogrammi. La Coca-Cola per prima inserì delle sequenze di fotogrammi più brevi, con contenuto pubblicitario, in alcune pellicole cinematografiche. Risultato: gli spettatori esposti a tale pubblicità consumarono il 39% in più di Coca-Cola. Nel 1978 in molti supermercati americani si diffondevano tramite gli altoparlanti, a un livello sonoro impercettibile alla parte conscia, messaggi esortanti a non rubare. Risultato: il taccheggio si ridusse del 36%.
Il presidente Gianni Agnelli in una sua lettera agli azionisti della Fiat parlava di messaggi subliminali con i quali “sonorizzare” e strani profumi con i quali “aromatizzare” i propri stabilimenti al fine di aumentare la produttività e migliorare il rapporto (sottomissione) lavoratori-azienda. Anche la frequenza specifica ha la sua importanza. Si è scoperto che le parole di alcuni telepredicatori sono abbinate ad una frequenza di 7 Hz. La frequenza del vibrato sembra avere un effetto suggestionante e alterante sul livello di coscienza e capacità critica. Un’altra frequenza critica è quella intorno ai 3,5 Hz, cioè la frequenza di risonanza del cranio umano. Negli anni ’70 si è scoperto che la musica può indurre la secrezione di sostanze oppioidi (encefaline, beta-endorfina, ecc.) che hanno una spiccata azione sulla psiche, euforizzate e anestetica. Quindi la musica induce decognizione. Anche la televisione stimola la secrezione delle medesime sostanze.

Associazione e ripetizione
Una iniziativa oggettivamente poco accettabile come una guerra, una legge, una tassazione, ecc. può essere resa meno pesante etichettandogli una denominazione falsa ma semanticamente “buona”, accettabile (lotta al terrorismo, democratizzazione, liberazione, sicurezza collettiva, ristrutturazione, guerra umanitaria, missili intelligenti, ecc.) e ripetendola fino allo stremo in ogni situazione e circostanza.
La ripetizione di un messaggio, uno spot, se diventa pervasiva, se avviene molte volte al giorno, può far assorbire il contenuto, le implicazioni del messaggio stesso come se fossero un fatto provato, anche se non lo sono (“le armi di distruzione di massa di Saddam”, “le torri gemelle e Bin Laden”, ecc.).
Analogamente applicando denominazioni odiose, repulsive (antisemita, negazionista, revisionista, antisionista, terrorista, stato canaglia, ecc.) si può ottenere l’effetto contrario, al fine di colpire, delegittimare, screditare, criminalizzare le iniziative, le persone, le idee non gradite.
Il principio è sempre lo stesso: gli input - se si insiste adeguatamente - tendono a formare schemi inconsci nelle persone. Questo spiega perché i bambini vengono educati e acculturati in questo modo. Attraverso la ripetizione ossessiva e sistematica di apposite suggestioni, attività, esperienze a un modo ben preciso e voluto di concepire la realtà, la nazione, la storia, l’identità, ecc, Crescere ripetendo e sentendosi ripetere decine di migliaia di volte quei messaggi, certamente va a incidere a livello emotivo, cognitivo, identitario sulla costruzione stessa di quello che poi si sentirà “reale”, “provato”. Pensiamo alla nostra società, in cui ogni canale televisivo ha un suo serial popolare, tanto per fare un esempio di indottrinamento, nel quale la polizia, la magistratura svolgono un’azione efficace, incorruttibile a tutela de cittadino, mentre la realtà vede la criminalità sempre più fuori controllo e le istituzioni sempre più inefficienti. Propaganda allo stato puro.

Restrizioni linguistiche
Consiste nell’imporre con diversi mezzi (insegnamento, televisione, ecc.) di non usare locuzioni o concetti, e di usarne altre in sostituzione, solitamente più vaghi, imprecisi. “Cieco”, “negro”, “invalido”, “spazzino“ non vanno bene, molto meglio “non vedente”, “nero”, “diversamente abile”, “operatore ecologico”. Ma perché tutto questo? L’inibizione del’uso linguistico e concettuale, alla formulazione di determinati dubbi (Resistenza, shoà, responsabili dell’11 settembre, ecc.) è idoneo per impiantare nei giovanissimi un senso di divieto, di colpa in relazione al pensare certe cose, quindi educa ad un’autolimitazione del pensiero. Infine un impoverimento espressivo comporta un impoverimento concettuale!

Modificare le certezze
Chiunque voglia manipolare una persona, per indurla a comprare qualcosa o per piegare la sua resistenza a un’azione qualsiasi di persuasione, ha la necessità di somministrare molti stimoli nuovi e interessanti, in modo tale che la corteccia prefrontale lavori e si affatichi. Dopodiché deve sommergerla di dati, dogmi, slogan, ecc. (proprio come lavora la tivù) per stremarla ancor di più, in questa maniera la corteccia prefrontale lascia le redini del cervello ai circuiti limbici, più primitivi ed emotivi, pertanto più suggestionabili e indifesi. La corteccia prefrontale è influenzata da sostanze chimiche tossiche che possono danneggiarla, come le droghe, l’alcol, le tossine alimentari, ma anche da forti emozioni, privazione del sonno, stress cronico e una dieta ricca di grassi animali possono rendere le persone più esposte alle manipolazioni esterne. Per assurdo, concedendo alle persone totale libertà di condurre una vita sregolata, innaturale, ci si agevola il compito di annullare la loro libertà più profondamente di quanto sarebbe possibile senza quella concessione.

Shock and awe doctrine”
La cosiddetta “dottrina dello shock e sgomento” viene oggi applicata su scala globale. Mettendo singole persone o intere popolazioni sotto shock, si può produrre il loro consenso a un cambiamento, riforma, legge, restrizione di libertà, guerra, ecc. L’esempio delle Torri Gemelle e delle leggi repressive e guerre avvenute dopo, è lapalissiano. Sfruttano l’effetto sorpresa e di spavento come enorme fattore di distrazione e paralisi di massa, inibitore di possibili reazioni e resistenze.
Lo shock è molto generico e può essere prodotto da catastrofi naturali (epidemie, terremoti, pandemie, ecc.), quanto da fatti economici (recessioni, crisi, crolli in borsa, fallimenti, ecc.) e politici (guerre, colpi di stato, ecc.). Un esempio sono le domeniche a targhe alterne per meri fini di risparmio energetico. Questa imposizione dall’alto, generando nelle persone, allarme e preoccupazione di non poter usare la propria auto, di perderne l’importante risorsa, crea totale disponibilità ad accettare fortissimi e ingiustificati rincari dei carburanti, pur di conservarla! Un altro esempio della dottrina dello “shock anche awe” potrebbe essere i black-out che hanno interessato il territorio nazionale qualche anno fa, la cui risoluzione sarebbero le centrali nucleari. Questo caso rientra anche nella cosiddetta strategia del “problema-reazione-soluzione”. Avendo in mano la Soluzione (centrali), si crea il Problema (black-out) e si attende Reazione (quasi sempre emotiva) delle masse, che accetterà di buon grado ogni soluzione prospettata pur di evitare il disagio.

Debunking
Il debunking o discredito è una forma manipolatoria, che consiste nel confutare, nello smontare, teorie e informazioni che vanno contro il pensiero ufficiale dominante. Oppure screditare i diffusori di queste teorie e informazioni. La campagna “Mani Pulite” è stata, tra le altre cose, una grande operazione proprio di debunking, finalizzata cioè a salvare la credibilità del sistema politico-giudiziario.
Il debunker attacca la controinformazione con messaggi semplici, discorsivi, prevalentemente a livello emotivo, con “ganci” diretti all’inconscio, piuttosto che alla logica. Questi attacchi non si rivolgono al contenuto, alle idee, ma mirano a screditare la fonte e l’autore sul piano morale associandolo spesso ad affiliazioni “appestanti” coi terroristi, nazisti, fascisti, comunisti, antisemiti, antisionisti, ecc.
L’approdo estremo del debunking è quello di portare lo smascheramento degli smascheratori alle estreme conseguenze, ossia portare l’opinione pubblica alla conclusione che tutto è marcio, tutti mentono, tutti sono ladri, tutti fregano. Per tanto la verità non si potrà mai sapere, e quindi è moralmente giustificato arrangiarsi, infischiarsi di tutto e tutti. Si giunge all’egoismo più radicale e disumanizzante.

Chi trova un nemico trova un tesoro
La frustrazione genera tensione e aggressività; e l’aggressività può scaricarsi contro di sé o contro un oggetto esterno. Quando un tale tipo di frustrazione è diffusa in tutta la popolazione, il momento è propizio per fondare un movimento e/o organizzare un attacco verso il nemico.
Nel nostro mondo tormentato da insicurezza e frustrazione (create ad hoc) c’è un gran bisogno psicologico e sociale di un nemico, di colpevoli, di capri espiatori (terroristi, rom, immigrati, ecc.).

Dipendenze chimiche
Nella nostra società la diffusione dell’uso di sostanze psicotrope è enorme. Un’altissima percentuale di persone fa uso stabile e ha sviluppato qualche forma di dipendenza da droghe, alcol o psicofarmaci. Decine di milioni sono i minori letteralmente drogati con psicofarmaci. Gli effetti di tali sostanze psicoattive convergono tutti nel diminuire la libertà di giudizio, di resistenza e di azione delle persone e ovviamente nell’aumentare la loro condizionabilità e suggestionabilità. In pratica la persona dipendente, da alcol o droghe o psicofarmaci o barbiturici è molto più controllabile e plasmabile dal Sistema, lo stesso che veicola e vende tali sostanze. Coloro che si aiutano e si abituano all’aiuto chimico, perdono la capacità di autodeterminazione. Una società così siffatta non è una società libera. I farmaci psicoattivi o psicofarmaci vengono veicolati, con la compiacenza della psichiatria, dalle case farmaceutiche; il mercato immenso delle droghe e dell’alcol, è gestito dalla grande finanza internazionale e il flusso di narcodollari, per il 60% avviene negli Stati Uniti, collegato a quello del traffico di armi.

Cinema e televisione
Il mussoliniano “cinema l’arma più forte[3] ha fatto il suo tempo o anche oggi l’intrattenimento cinematografico ha la sua importanza nel condizionare le masse? I film di propaganda seppero produrre nel passato veri e propri capolavori (“Il grande dittatore”, “Il trionfo della volontà” solo per citarne un paio), ma anche oggi la forza dell’arma del cinema non è minimamente spuntata: Hollywood docet.
Il cinema ha funzione d’avanguardia per veicolare un certo tipo di messaggio, per poi sondarlo e una volta passato, trasferirlo nel piccolo schermo: la televisione! In pratica il cinema prepara il terreno, predispone l’intero organismo al virus, che poi sarà iniettato nelle masse dai media come i giornali, radio e soprattutto dalla televisione. Senza che ce ne accorgiamo il grande schermo fa filtrare nelle pieghe delle sceneggiature e regia il modo di pensare di domani[4], e la sua enorme forza di penetrazione sta proprio nel silenzio e attenzione. Mentre la tivù deconcentra (anche questo molto utile per certi aspetti), nella buia sala regna il silenzio totale e si è da soli, con la massima attenzione. 
Tratto dal libro “Neuroschiavi: manuale scientifico di autodifesa” di Marco Della Luna e Paolo Cioni, Macro edizioni

[1] “Messaggio per un’aquila che si crede un pollo”, Anthony De Mello
[2] Sinapsi: è la giunzione specializzata del neuroni attraverso cui un impulso nervoso passa da un terminale di azione a un neurone, una cellula muscolare o un cellula di una ghiandola.
[3]Cinema: ancora l’arma più forte?” Ferdinando Menconi, tratto dal mensile “Ribelle”, nr. 23-24 - www.ilribelle.com
[4] Idem