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lunedì 16 maggio 2011

I pericoli delle vaccinazioni di massa



Sappiamo bene a cosa servono i vaccini, ma spesso sconosciamo di quali sostanze essi siano composti e quali effetti a medio-lungo termine possano derivarne. Dopo un periodo di attento studio informativo, ho compreso che probabilmente sono più gli effetti deleteri, rispetto a quelli positivi, derivanti dalle vaccinazioni, obbligatorie e non. Motivo per cui ho deciso di sospendere definitivamente tutte le vaccinazioni obbligatorie ai miei 4 figli che hanno al momento 4 anni, 3 anni, 2 anni e l'ultimo 10 giorni.
Su questo link troverete tutte le informazioni utili per fare la vostra scelta consapevole, e tutte le informazioni sul come evitare le vaccinazioni obbligatorie ai vostri figli senza particolari conseguenze legali.
A seguire un interessante articolo che riassume brevemente le argomentazioni che mi hanno portato a tale drastica ma ragionata decisione.


I medici americani registrano ogni anno migliaia di reazioni serie ai vaccini, incluse centinaia di morti e di menomazioni permanenti. Le popolazioni completamente vaccinate sono state investite da epidemie, e i ricercatori attribuiscono dozzine di condizioni neurologiche e immunologiche croniche ai programmi di immunizzazione di massa.
Vi sono centinaia di studi medici pubblicati che documentano il fallimento dei vaccini e le reazioni avverse, e dozzine di libri scritti da medici, ricercatori e scienziati indipendenti che rivelano serie lacune nella teoria e pratica dell'immunizzazione.
Mito n°1: "..i vaccini sono completamente innocui..?"
Il VERS (sistema che riporta gli effetti avversi ai vaccini) dell' FDA (Food and Drug Administration) riceve annualmente 11.000 rapporti su serie reazioni avverse ai vaccini, di cui l'1% rappresenta le morti causate dalle reazioni al vaccino. La maggior parte delle morti sono ascrivibili al vaccino della pertosse. Studi internazionali hanno dimostrato che la vaccinazione è causa della SIDS (sindrome di morte infantile improvvisa).
Mito n°2: "..i vaccini sono molto efficaci..?"
La letteratura medica possiede un numero sorprendente di ricerche che documentano il fallimento del vaccino. Epidemie di morbillo, orecchioni, vaiolo, polio si sono manifestate in popolazioni vaccinate. Nel 1989 il CDC (Center for Diesease Control and Prevention) riportò:.."nelle scuole con un livello di vaccinazioni superiore al 98% si sono avute epidemie  (morbillo)  fra i bambini di età prescolare.."  "..l'apparente paradosso è che, quando il tasso di immunizzazione al morbillo aumenta a livelli alti in una popolazione, il morbillo diventa una malattie di persone immunizzate..".
Mito n°3: "..i vaccini sono la ragione principale del basso tasso di malattie..?"
Secondo l'Associazione Britannica per il Progresso della Scienza, le malattie infantili diminuirono del 90% fra il 1850 ed il 1940, parallelamente al miglioramento delle pratiche sanitarie ed igieniche, ben prima che fossero introdotti i programmi di vaccinazione obbligatoria. A sottolineare questa conclusione è stato un recente rapporto dell' OMS (Organizzazione Mondiale per la Sanità), il quale trovò che la malattia e i tassi di mortalità nei paesi del terzo mondo non hanno un legame diretto con le procedure di immunizzazione o il trattamento medico, ma sono strettamente collegate con gli standard igienici ed alimentari.
Mito n°4: "..la vaccinazione si basa su fondate teorie e pratica dell'immunizzazione..?"
L'evidenza clinica sta nella loro capacità di stimolare la produzione di anticorpi. Quello che non è chiaro è se tale produzione produca immunità.  Per esempio i bambini anemici di agammaglobine sono incapaci di produrre anticorpi, tuttavia guariscono dalla malattie infettive quasi con la stessa velocità degli altri bambini. L'immunità naturale è un fenomeno complesso che coinvolge molti organi e sistemi.
Mito n°5: "..le malattie infantili sono pericolose..?"
La maggior parte delle malattie infettive dell'infanzia hanno poche serie conseguenze al giorno d'oggi.  Persino le statistiche conservatrici del CDC sulla pertosse durante il 1992/1994 indicano un tasso di guarigione del 98.8%. Nella maggior parte delle volte, la malattie produce immunità per tutta la vita, mentre l'immunità del vaccino è solo temporanea.
Mito n°6: "..mio figlio non ha avuto reazioni, quindi non vi è nulla di cui preoccuparsi..?"
Gli effetti negativi documentati del vaccino includono disturbi immunologici e neurologici cronici, quali autismo, iperattività, scarsità di attenzione, dislessia, allergie, cancro. I componenti del vaccino includono noti cancerogeni quali thimersol, il fosfato di alluminio e la formaldeide. Il dilemma è che gli elementi virali presenti nel vaccino possono perdurare e mutare nel corpo umano per anni, con conseguenze imprevedibili.
Mito n°7: "..esiste solo la vaccinazione..?"
Storicamente l'omeopatia si è rivelata più efficace della medicina ortodossa, nel trattare e prevenire le malattie. Si è riscontrato che i rimedi omeopatici sono più efficaci quando vengono assunti durante i periodi di incremento del rischio, poiché non contengono sostanze tossiche, non danno effetti collaterali.

"Qualunque sia il vostro pensiero riguardo alle vaccinazioni, prendete una decisione informata: perché ne avete tutto il diritto. La responsabilità è molto elevata, soprattutto pensando che state giocando con la vita dei vostri figli. Non prendete una decisione basandovi su questo resoconto, ma cercate da voi."

Articolo tratto da: NEXUS NEW TIME Edizione italiana n°15

Poliomielite:
Il vaccino della poliomielite è indicato con orgoglio da ogni governo come la prova definitiva che la vaccinazione di massa funziona. Il governo statunitense fa notare che durante gli anni peggiori della polio, in America si verificarono 20000 - 30000 casi, rispetto ai 20-30 all'anno al giorno d'oggi. Tuttavia il dott. Bernard Greenberg, capo del Dipartimento di Biostatistica presso l'Università della Carolina del Nord, Scuola di Sanità Pubblica, continua ad affermare che i casi di polio aumentarono del 50% tra il 1957 e il 1958 e dell' 80% al 1959, dopo l'introduzione dell'immunizzazione di massa. In cinque stati - New England, Massachusetts, Connecticut, New Hampshire, Rhode Island e Vermont - i casi di polio più o meno raddoppiarono nel 1954 e nel 1955 dopo l'introduzione del vaccino per la poliomielite.
Malattie come la polio operano in modo ciclico. La grande epidemia di polio si verificò nel anni 1910, negli anni 1930 e negli anni 1950; poi i casi diminuirono  grandemente fino a raggiungere quasi lo zero.
Nei veri casi di polio, il virus vive nell'intestino, creando quella che ordinariamente è un'infezione innocua. Il virus morto, originariamente sviluppato da Joan Salk, viene iniettato sotto la pelle e si dà per scontato che viaggi attraverso il flusso sanguigno per creare anticorpi che lo "bloccheranno" prima che raggiunga il sistema nervoso. Tuttavia, l'iniezione del virus della polio morto, non dà "un'immunità intestinale", cioè non fa crescere gli anticorpi nell'intestino. Questo significa che, anche se non si contrarrà la polio paralizzante, il virus selvaggio continuerà a vivere nell'intestino e teoricamente potrà essere trasmesso a qualcun altro. Il vaccino originale di Salk richiedeva tre o più richiami ogni cinque anni. Quando venne somministrato per la prima volta, venne considerato un successo enorme, finché negli anni '60 la percentuale di vittime di poliomielite salì. Il vaccino vivo orale (OVP), venne sviluppato da Sabin, e praticamente rimpiazzò il vaccino di Salk negli anni '60, perché non solo conferiva, o così sembrava, un'immunità per tutta la vita a chi lo riceveva, ma gli impediva di divenire portatore del virus selvaggio.
Gli scienziati ora si rendono conto che ci sono poche prove che il vaccino vivo permetta il raggiungimento effettivo di questa immunità tipo "porta di servizio" tra le persone vaccinate. Questa è stata la conclusione di uno studio scientifico condotto da un gruppo di ricercatori dopo un'epidemia di polio a Taiwan, dove il 98% dei bambini era stato immunizzato. Ci sono moltissime prove che il vaccino per la polio sia fallimentare. Molto delle epidemie dei nostri giorni si verificano più tra le persone immunizzate che tra quelle non immunizzate.
Con il virus della polio vivo, il problema principale è che questa versione "attenuata" o indebolita del virus contenuta nel vaccino può alterarsi geneticamente negli intestini, trasformandosi in una forma virulenta e provocando una poliomielite paralizzante in chi la riceve o in coloro con i quali vieni a contatto.
Tetano Difterite e Pertosse:
L'incidenza e il numero delle morti per difterite iniziarono a diminuire molto tempo prima che il vaccino venisse introdotto, come accade per il tetano, in particolare grazie all'attenzione prestata all'igiene delle ferite.  Il grande declino delle morti per pertosse (circa l'80%) si verificò prima dell'introduzione del vaccino. 
Vaccino della Pertosse:
E' riconosciuto come il più pericoloso. Di tutte le reazioni avverse alle vaccinazioni che vengono ora riportate dal Sistema Americano di Registrazione di Eventi Avversi ai Vaccini, la stragrande maggioranza sono dovuti al vaccino DPT. Incredibile ma vero, la sicurezza del vaccino contro la pertosse non è mai stata provata prima che questo venisse iniettato a milioni di neonati. Essenzialmente il vaccino come lo conosciamo oggi non è differente dal primo lotto creato nel 1912. A quel tempo due batteriologi francesi fecero crescere il batterio della pertosse in grandi contenitori, lo uccisero con il calore, conservando questo brodo con la formaldeide e proseguendo iniettandolo a centinaia di bambini. A differenza di molti vaccini che vengono detossificati e purificati, il vaccino della pertosse contiene ancora la "cellula completa" del batterio della pertosse. Questo significa che contiene ancora endotossine e sostanze come pareti cellulari molto tossiche, che provocano febbre, interferenze con la crescita e morte negli animali di laboratorio. Per non parlare poi dell'aggiunta di un "adiuvante" un sale metallico (spesso un composto dell'alluminio) usato per aumentare l'effetto del vaccino, più un conservante (un derivato del mercurio). Questi ingredienti vengono usati a dispetto del fatto che la formaldeide sia cancerogena e che l'alluminio e il mercurio siano altamente tossici per gli esseri umani. 
Vaccino anti-Epatite B:
L'OMS (l'Organizzazione Mondiale della Sanità) raccomanda che il vaccino per l'epatite B (HB) venga incluso nel programma di vaccinazione per neonati o bambini in tutto il mondo. In Italia il vaccino è obbligatorio. Quello di cui nessuno parla è come è stato creato il vecchio vaccino. Nessuna produzione di vaccini è simpatica (per esempio la produzione del vaccino della pertosse utilizza il muco di bambini infetti, quella del tifo usa gli escrementi delle vittime e la rosolia viene coltivata in feti abortiti), ma questa è una delle poche che derivano direttamente dal sangue umano, in particolare, i prodotti del sangue di persone omosessuali cha avevano contratto l'epatite. Il vaccino è stato rimpiazzato negli anni'90 da una versione ottenuta tramite l'ingegneria genetica o versione a "DNA ricombinante", che viene coltivata in cellule di funghi unicellulari. Comunque i primi vaccini derivati dal plasma non sono mai stati ritirati dal mercato. Perciò fino a poco tempo fa, chiunque si fosse vaccinato per l'epatite avrebbe potuto ricevere un vaccino derivato da sangue umano.
In un rapporto della Nuova Zelanda si parla dopo una immunizzazione di massa di eventi avversi quali: letargia e malessere, diarrea, asma, svenimenti, artrite, pallore, calo della pressione.
Tratto da Ciò che i dottori non dicono: la verità sui pericoli della medicina moderna di Lynne McTaggart edizioni Macro

I dottori britannici hanno scoperto che la vaccinazione MMR (morbillo, rosolia ed orecchioni) potrebbero innescare l'autismo. Lo studio, condotto presso il Royal Free Hospital, ad Hampstead, Londra nord, ha anche scoperto una connessione tra vaccino e infiammazione intestinale. Ha mostrato che di 12 bambini che erano stati in precedenza diagnosticati normali, tutti hanno sviluppato una malattia intestinale e nove hanno sviluppato l'autismo. Secondo i medici coinvolti nello studio, otto dei bambini hanno sviluppato cambiamenti nella salute e nel comportamento entro sei giorni dalla vaccinazione. In uno studio di un altro gruppo di bambini, 46 su 48 hanno sofferto di problemi intestinali e comportamentali entro sei giorni dalla vaccinazione.
Fonte: Herald Sun, Melbourne, 28 Febbraio 1998; Weekly Telegraph, Londra, 4-10 Marzo 1998

Un ricercatore italiano, Antonio Procopio dell'Università di Chieti, insieme a due studiosi americani del NIH (National Institutes of Health), Michele Carbone ed Harvey Pass, hanno scoperto all'interno dei tumori (mesotelioma) un virus che ha tutti i connotati dello SV40 (agente infettivo dei macachi) e che non è presente nei tessuti circostanti.
Il vaccino contro la Polio, si prepara con cellule di scimmia, da cui il virus SV40 era passato nei preparati distribuiti in tutto il mondo dagli anni '50 fino al 1985.
Panorama e l'Espresso del 10/06/94
 

Da settembre l'antipolio sarà usata sempre meno, perché sarà applicato il nuovo calendario vaccinale che prevede la somministrazione di sei vaccini con un'unica iniezione. Nell'esavalente, oltre alle quattro vaccinazioni obbligatorie contro polio, difterite, tetano ed epatite B, vi sono l'antiemofilo e l'antipertosse.
"Un'unica iniezione -commenta Il Corriere della Sera del 18 luglio scorso- e andrà in soffitta anche il classico antipolio orale Sabin, più protettivo ma più suscettibile a reazioni drammatiche (un caso di paralisi su 750mila)". Intanto la nuova malattia da debellare sarebbe la varicella, responsabile di aver colpito nell'ultimo anno il 50% della popolazione infantile. Tra circa un anno e mezzo, apprendiamo sempre dal Corriere, si arriverà alla messa a punto del vaccino quadrivalente antimorbillo-antiparotite-antirosolia-antivaricella. Risulta comunque che le vaccinazioni non sono particolarmente gradite dagli italiani, visto che nonostante le pressioni e le manipolazioni dell'informazione medica, meno del 60% dei bambini vengono sottoposti alle vaccinazioni raccomandate (non obbligatorie).
Tratto da COMILVA www.comilva.org 
 

Un decreto del Ministero della Sanità del 15 luglio 2000 (D.M. 15 giugno 2000) prevede l'eliminazione del mercurio nei vaccini, ma tale obbligo entrerà in vigore solo tra sei anni, nel 2007. Lo stesso decreto ha prescritto nuove modalità di compilazione degli stampati e dei foglietti illustrativi dei medicinali contenenti  mercurio, nei quali vi dovrà essere l'avvertenza di possibili reazioni allergiche e di sensibilizzazione. La presenza del mercurio nei vaccini era poco nota all'opinione pubblica, ma una ricerca negli USA nel 1999 ha accertato che la quantità di questo elemento utilizzato come conservante nei vaccini superava di gran lunga i limiti di sicurezza. Sempre negli USA era stato riscontrato un aumento dei casi di autismo collegato all'assunzione di mercurio nell'organismo. Di qui la decisione di vietare la produzione di tali vaccini, con la possibilità, però, di vendere le scorte fino a esaurimento. Dopo tali notizie allarmanti sono stati presentati alcuni esposti alla Magistratura da parte di alcuni cittadini ed associazioni e, quindi sono state avviate le indagini per accertare eventuali responsabilità penali. I vaccini antidifterico ed antitetanico contengono circa 25 mcg di mercurio, il vaccino antiepatite B per uso pediatrico ne contiene 12,5 mcg, quindi sommando abbiamo 37,5 mcg di mercurio somministrati assieme, in dose settantacinque colte superiore al livello di sicurezza consigliato dall'O.M.S. (0,5 microgrammi). Nei foglietti illustrativi delle fiale, il mercurio si nasconde sotto il nome di vari composti: thiomersal, etilmercurio, mercuriotiolato, sodiomertiolato (Libero 16/03/2001 e del Corriere della Sera 18/06/2001)   Tratto da COMILVA www.comilva.org 
 

Crescono i casi di meningite da pneumococco in Italia, ma stranamente ciò avviene nel Nord, dove si vaccina di più. Risultano infatti 309 casi denunciati nel 1999 contro i 109 del 1994, principalmente bambini fra i 13 e i 18 mesi (24 Ore-Sanità 3-9 luglio 2001). L'allarme (udite, udite!) viene lanciato dal Moige, un'associazione di genitori. L'incidenza della malattia nel Nord è di 7.4 per milioni di abitanti, nel Centro di 5.8 e nel Sud di 2 per milione (in Molise nessun caso registrato). Poiché il tasso di mortalità per questa malattia sfiora il 60% è da escludere che tali notevoli differenze d'incidenza sulla popolazione infantile siano imputabili alla mancata  segnalazione dei pediatri del Sud e del Centro, come ci vorrebbero far credere. Inoltre sembra poco probabile che quei pediatri vogliano correre il rischio di non denunciare una malattia con decorso spesso mortale. Tratto da COMILVA www.comilva.org 
 
La protezione farmacologica propinataci contro la morte in culla? Ma è proprio questa stessa protezione farmacologica, con i vaccini dati in giovanissima età, che sembra causare la moria dei nostri bambini!
Citiamo dal libro della Dottoressa Viera Scheibner:
Uno studio condotto negli USA su settanta casi di morte in culla selezionati a caso ha evidenziato che ben il 66% dei bambini deceduti aveva ricevuto il vaccino DTP (difteria, tetania, pertosse) poco tempo prima della morte: 6,5% entro le 12 ore, 13% entro 24 ore, 26% entro 3 giorni, 37% entro una settimana, 61% entro due settimane e 70% entro 3 settimane. E' stato anche scoperto che i casi di morte in culla dei bambini non vaccinati si concentravano nel periodo invernale, le morti dei bambini vaccinati succedevano durante tutto l'arco dell'anno, ma comunque sempre nel periodo subito dopo la vaccinazione.
Le registrazioni del respiro dei neonati prima e dopo le vaccinazioni hanno mostrato un respiro normale nei sei giorni precedenti, ed un respiro a tratti difficoltoso durante i 12 giorni seguenti. I periodi di respiro difficoltoso coincidevano con l'incidenza delle morti in culla a seguito della vaccinazione in 41 dei casi. Questa correlazione fu oggetto di uno studio separato.
Quando in Giappone, nel 1974, è stata innalzata l'età minima per ricevere la vaccinazione DTP a due anni, la morte in culla a seguito delle vaccinazioni è praticamente scomparsa ed il Giappone ha avuto, da quel periodo in poi, la mortalità infantile più bassa al mondo.
Forse sarebbe il caso di valutare queste statistiche e di trarre le dovute conseguenze anche in Italia, invece di proporre, come fa il nostro ministro dalla sanità, sempre nuove forme di "protezione farmacologica". Oppure dobbiamo pensare che il nostro sistema sanitario, incluso lo stesso ministero, siano sotto l'influenza di una lobby farmaceutica così potente da considerare qualche morte "roba da poco"?

Fonti ed altre informazioni sul tema:

Il libro di Viera Scheibner - "Vaccination - A medical Assault on the Immune System"

Le citazioni da noi riportate, a cura di:
ENVIRONMENT & HEALTH NEWS
www.environmenthealthzone.com
Alte informazioni sulla dannosità della trivalente DTP: www.vaccinetwork.org/archivio/difterite/1999
www.comilva.org/documenti/nexus/n20.html
www.medicinaqualita.it/salute/sidsmorteculla.htm   

Si ringrazia La Leva di Archimede

 
Epatite B e vaccini
Tratto da Vaccinazione obbligatoria antiepatite B, Maggio 2001 - Macro Edizioni




SENZA NESSUN VACCINO, IN ITALIA, L'EPATITE B
STAVA SCOMPARENDO NEGLI ANNI PRIMA DELLA VACCINAZIONE
L'Epatite B era diminuita del 90% in Italia prima della vaccinazione obbligatoria, introdotta dal 1/1/1992
(Fonte Istituto Superiore di Sanità - SEIEVA)
(De Lorenzo ha reso obbligatorio il vaccino; per questo ha incassato 600 milioni dalla casa farmaceutica che lo produce)

Che cos'è l'Epatite B:
Si tratta di una malattia acuta con infezione sistemica, cioè diffusa, che interessa soprattutto il fegato, determinata da un virus. Vi sono vari tipi di virus in grado di determinare epatite e quello che ci interessa è quello di tipo B.
L'Epatite B ha una incubazione tra i 45 e i 180 giorni e possiamo avere quattro principali forme cliniche:
1) asintomatiche senza disturbi, diagnosticate occasionalmente (65-70%).
2) anitteriche, frequenti nei bambini piccoli, con malessere generale, stanchezza, nausea, vomito, anoressia, ma senza ittero (cute giallastra).
3) itteriche, cioè con ittero e con gli altri sintomi descritti.
4) atipiche (molto rare), caratterizzate da protratto stato di malattia o da decorso fulminante (dallo 0.1 all'1% dei casi).
Indipendentemente dalla gravità della forma, la presenza nel sangue dell'antigene virale persiste in genere per tre mesi; nel caso di persistenza oltre i sei mesi si parla di portatore cronico. Dei portatori cronici, la metà guarisce nell'arco dei successivi sei mesi; mentre l'altra metà resta tale per un periodo di tempo indefinito, anche per tutta la vita e nella stragrande maggioranza dei casi in modo asintomatico.
Tratto da: Decisiva Ricerca su inutilità e pericoli della vaccinazione obbligatoria antiepatite B
Cosa contiene il vaccino:
I preparati vaccinali vengono sintetizzati in laboratorio modificando il virus dell'Epatite B.
Il vaccino antiepatite B a DNA ricombinante è un prodotto della manipolazione genetica del virus dell'Epatite B. Con cellule di lievito nel cui materiale genetico viene inserita una porzione del gene del virus dell'Epatite B; vengono poi trattate con formaldeide; adsorbite su idrossido di alluminio; conservate con un battericida a base di mercurio e acido salicilico (timerosal); addizionate di altre sostanze, come antibiotici, non dichiarate. (fonte: foglietti accompagnatori dei vaccini entiepatite B a DNA ricombinante Engerix B e Recombivax HB).
Tutti a scuola senza vaccinazione:
Il Presidente della Repubblica il 26 gennaio 1999 ha firmato un decreto che regolamenta definitivamente la posizione dei bambini non vaccinati a scuola. il D.P.R. n.355 dice testualmente: "La mancata certificazione (delle vaccinazioni) non comporta il rifiuto di ammissione dell'alunno alla scuola dell'obbligo o agli esami".
Rischio di ammalarsi di Epatite B:
Il rischio di ammalarsi di Epatite B in Italia, fin dal 1990 (quindi prima della vaccinazione obbligatoria) è assolutamente modesto: 5 casi ogni 100.000 abitanti. L'Epatite B è una malattia che si trasmette solo attraverso il sangue, per cui il rischio per un neonato o un bambino di ammalarsi è assolutamente insignificante. Fonte: Istituto Superiore di Sanità SEIEVA, Sistema Epidemiologico Integrato dell'Epatite Virale Acuta, Rapporto annuale 1991-1992-1993).
Il vaccino antiepatite causa la sclerosi a placche :
Una sentenza del tribunale di Nanterre ha incolpato il vaccino antiepatite B come causa dell'insorgere della sclerosi multipla a placche in due donne. I giudici hanno quindi condannato l'azienda britannica SmithKline Beecham (SKB) che produce il vaccino Engerix B, con cui erano state "immunizzate" le donne, a pagare ad ognuna delle malate un indennizzo variante da 150 a 250 milioni di lire. Secondo i magistrati "un insieme di elementi permette di stabilire con sufficiente certezza che la vaccinazione con l'Engerix B è stato l'elemento scatenante dell'insorgere del male". (Il Corriere della Sera, 09/06/1998).
Anche gli operatori sanitari non si vaccinano:
Il 19% degli operatori sanitari "categoria a rischio" del Nord Italia non si vaccinano. Al Sud la percentuale sale al 39% (L'Espresso 19/07/2001). Il Ministero della Sanità ha di che preoccuparsi, ma di fronte alle notizie sui danni che questa vaccinazione può procurare sembra che anche i suoi dipendenti preferiscono non rischiare. L'ultima di queste notizie è che in Francia il laboratorio farmaceutico britannico produttore di uno dei vaccini contro l'epatite B è stato ritenuto responsabile dell'insorgere della sclerosi a placche in due donne. L'industria è stata condannata a risarcire le pazienti e la Corte d'Appello di Versailles ha confermato l'esistenza di un legame causa-effetto fra il prodotto imputato e la grave malattia, se pur solo attraverso "presunzioni gravi, precise e concordanti". (COMILVA www.comilva.org )


Indirizzi utili:
-
Associazione Universo Bambino: viale O. Flacco 11, 70124 Bari - tel/fax 080/5042326
- Associazione vittime dei vaccini: c/o Giorgio Tremante, via Danilo Preto 8, 37133 Verona - tel 045/8402290, e-mail: giorgiotremante@tin.it
- CO.M.I.L.VA. (Coordinamento del Movimento Italiano per la Libertà di Vaccinazione) sez. Milano c/o R.d.B., via Ottavio Fabrizio Mossotti 1 - 20159 Milano - tel 02/683091
- MIR (Dipartimento Salute e Ambiente) via Milano 65 - 25100 Brescia - tel 030/317474
-
VACCINETWORK  (Movimento per la Libertà di vaccinazione) viale Gramsci 279 - 41100 Modena - tel 059/310797 Tratto da Vaccinazione obbligatoria antiepatite B  - maggio 2001 - Macro Edizioni



Bisogna sapere che un aspetto assolutamente certo e riscontrabile in tutte le vaccinazioni consiste nella soppressione post-vaccinale delle difese immunitarie, con un massimo di caduta dei livelli di linfociti 10 giorni dopo l'inoculazione.
Un vaccino diminuisce l'immunità mediata da linfociti del 50%, due vaccini insieme del 70%. Ormai sono una norma 3 vaccini nella stessa iniezione, il tutto ripetuto in tre dosi successive a distanza di qualche mese. I vaccini riducono il numero di globuli bianchi, la capacità fagocitante dei neutrofili polimorfonucleari, la vitalità dei linfociti, la segmentazione dei neutrofili (Robin, 1997)
"Il vaccino attenuato del morbillo produce soppressione immunitaria che contribuisce ad un aumento di suscettibilità ad altre infezioni. Recentemente vaccini antimorbillo ad elevato titolo sono stati correlati a mortalità a lungo termine dei soggetti vaccinati" (Auwaeter, 1996)
Nel 1989 fu creato un tipo di vaccino per il morbillo altamente concentrato e quindi potenzialmente immunizzante più a lungo o meglio. Raccomandato dalla OMS, fu sperimentato da 1500 bambini di un quartiere di Los Angeles che su bambini del Messico, Haiti ed Africa. Fu rivelato che i bambini iniettati con tale prodotto stavano morendo in gran numero. Le bambine africane, cui nell'esperimento fu somministrata una dose doppia rispetto a quella dei bambini, avevano una mortalità significativamente maggiore di quella dei bambini. Nel 1992 l'OMS ritirò tale vaccino dal mercato.
Il super-vaccino creato per il morbillo nel 1989 risultò causare una super-soppressione (da 6 mesi a 3 anni) del sistema immunitario. 
Lorenzo Acerra (Federazione del COMILVA)
 
Il meccanismo delle encefaliti virali è noto e sono noti casi di autismo prodotti da encefaliti virali. Il passaggio dell'attacco del virus latente (vaccinale) all'autismo è meno ovvio e più articolato. Infatti c'è una progressione asintomatica, clinicamente invisibile, se si eccettuano inizialmente, reazioni post-vacciniche quali febbri, pianti prolungati con strilli acuti, alterazione del ritmo del sonno, etc.
La vaccinazione non fa altro che realizzare proprio quello che tutto il corpo e il sistema immunitario cercano di evitare o prevenire quando in contatto con un virus: ovvero l'iniezione immette il virus direttamente nel sangue, senza che siano state attivate le difese locali e fagocitarie, offrendogli accesso libero ed indisturbato verso alcuni target più delicati e questa volta vulnerabili (neurologico, endocrino, etc).
Zecca e collaboratori (1998) segnalano che i livelli di anticorpi a rosolia e morbillo in bambini diagnosticati autistici erano del 300% superiori a quelli normali. Questi livelli elevati di anticorpi possono essere interpretati come un'attivazione cronica del sistema immunitario contro un' infezione subclinica.
Ricercatori del Royal Free Hospital di Londra (Wakefield, 1998 e 2000) hanno dimostrato, mediante ileocolonscopia, la presenza nell'intestino del virus latente del morbillo nel 100% dei bambini la cui regressione autistica aveva avuto inizio con reazioni avverse alle vaccinazioni.
Un altro gruppo di ricerca, quello irlandese del prof. John O'Leary, ha confermato la presenza del virus del morbillo dello stesso ceppo del vaccino nell'intestino di 24 bambini autistici su 25.
Sembra che il bambino autistico non riesca a liberarsi della presenza di tale virus vaccinale nell'organismo. Il prof. Kawashima, dell'Università di Tokio, ha trovato il virus del morbillo (del ceppo vaccinale) nel sangue di bambini che hanno avuto una regressione autistica a seguito delle vaccinazioni.
Virus di ceppi vaccinali dunque sono una presenza costante (anche a distanza di anni dalla vaccinazione)  in bambini autistici ma non in bambini di controllo sani. 
Con il test rapido del sangue denominato "Polymerase Chain Reaction" (PCR test), cioè test sulla catena di reazione della polimerase, è possibile rilevare la presenza subclinica nell'organismo del virus dello stesso ceppo vaccinale.
Lorenzo Acerra (Federazione del COMILVA)

venerdì 29 aprile 2011

Malattia. Nemica o amica?



Spesso interpretiamo la malattia come qualcosa di negativo, imputando ad essa la causa stessa del nostro male. In realtà la malattia rappresenta solo un campanello d'allarme, che ci avvisa che qualcosa non va nel nostro organismo. Qualcosa che abbiamo mangiato, bevuto o respirato. Fattori di stress. Queste sono le vere cause dello "star male". La malattia altro non è che la manifestazione fisica di questo evento. Un articolo tratto da "Scienza & Vita" pubblicato nel lontano agosto 1988, seppur datato, spiega egregiamente questa teoria.

A cura del Dottor Sebastiano Magnano 

L'igiene Naturale è insieme una corrente di pensiero ed il sistema di vita che ne deriva. Cercheremo di delineare l'una e l'altra. L'igienismo crede in un ordine armonioso della Natura: ogni fenomeno è regolato da leggi salde, coerenti, immutabili in ciò che hanno di essenziale. I processi della vita non sfuggono a queste leggi naturali che, se rispettate, rinnoveranno continuamente l'energia vitale e, se disattese, causeranno prima o poi, malattia e sofferenza. Per l'uomo quindi salute e benessere sono dei fini raggiungibili soltanto se egli si atterrà ad un modello di vita in armonia con le sue esigenze biologiche, psichiche e spirituali. La malattia è fondamentalmente una deviazione da questo modello: solo il ripristino di abitudini e comportamenti adeguati riporteranno la salute.
Chi segue l'igienismo respinge quindi l'atteggiamento fatalistico nei confronti della malattia: non dal caso dipende, ma dall'errore. Quando si sta male è segno che, magari inavvertitamente, è stata violata qualche legge naturale. Fin qui l'igienismo non si allontana da ogni concezione "Naturista".
Ma la sua originalità sta, fra l'altro, nella forza e nella coerenza con cui ha richiamato l'attenzione su un aspetto parziale di questo modo di vedere, (quasi sempre trascurato o dimenticato) che cercherò di illustrare nel modo più chiaro. Nel disegno armonioso della Natura, anche la malattia ha un significato, tende ad un fine, ha un suo posto che l'inquadra nell'insieme dei processi vitali. I sintomi, i segni morbosi non sono (se non in casi estremi) espressione di un cedimento del corpo, della rottura di un equilibrio, bensì processi eccezionali, attraverso i quali il corpo reagisce alle alterazioni determinate da incongrue abitudini di vita, (intossicazione progressiva) per ristabilire la normalità. In altre parole, la malattia è una manifestazione della capacità di autoguarigione ed autoriparazione del corpo. Capacità che nessuno può guidare o controllare meglio di quanto non faccia l’"intelligenza somatica" del corpo stesso. In definitiva tutto questo può essere sintetizzato con la frase dall'apparenza paradossale: “il corpo guarisce grazie alla malattia".
Credo che sia chiaro quindi che, per l'igienismo, ogni intervento terapeutico, qualunque sia l'indirizzo medico a cui si ispira (allopatia, omeopatia, fitoterapia, agopuntura, ecc.) è quasi sempre superfluo, o dannoso. Infatti tende ad interferire nei delicati e complessi processi spontanei di autoriparazione e autorigenerazione del corpo, processi che non possono essere conosciuti completamente dalla scienza medica. (E d'altra parte sono già di per sé il meglio che l'organismo può fare in quel momento e in quelle condizioni). Questo è un punto particolarmente delicato dell'igienismo ed io tenterò di dimostrare, come in molte situazioni della vita di oggi, un certo tipo d'intervento abbia la sua giustificazione anche in un'ottica igienista. Non vi è dubbio, comunque, che la corsa al rimedio è sempre diseducativa perché crea la convinzione errata che grazie ad esso si possono aggirare le leggi della vita.
Cosa fa dunque l'igienista quando si ammala? Bisogna premettere che ogni vero igienista si adopera affinché l'ambiente in cui vive sia il più salubre possibile, cura l'alimentazione, la respirazione, l'esercizio fisico ed ogni altra esigenza del corpo. In questo modo raramente si ammala. Se ciò succede sa che, nonostante la sua buona volontà, deve aver trascurato qualcosa e cerca di capire in cosa consiste il suo errore, in modo da rimuovere la causa reale della malattia (stress, errori alimentari, effetti tossici ambientali, ecc., questo è indispensabile perché la malattia non si ripeta). A parte questo lavoro fondamentale di, autoriflessione, cosa fa immediatamente in caso di malattia? La cosa più semplice e più facile, e alla quale l'istinto lo invita. Mette il corpo nelle condizioni migliori per portare a termine questa prova eccezionale, ma resa necessaria dagli avvenimenti, che è la malattia. Quali sono queste condizioni? Il completo riposo fisiologico, di cui il digiuno è parte integrante, e, non appena è riuscito ad identificarli, un apporto equilibrante di quei fattori vitali che sono stati trascurati. (Aria, luce, sole, ecc.).
Se alcuni di questi non sono a sua disposizione, cercherà di utilizzare nel modo migliore quei fattori di salute di cui dispone, senza mai eccedere, però, perché la vita si regge sull'equilibrio. Credo di aver già evidenziato un altro concetto chiave dell'igienismo: i fattori che ridonano la salute sono identici a quelli che la mantengono! Invece di dare all'ammalato sostanze che sarebbero generatrici di malattie in persone sane (farmaci) l'Igienismo darà i fattori che mantengono la salute, secondo i bisogni e le capacità del malato. Quindi: apporto equilibrato d'energia vitale nelle forme più varie (sole, luce, aria), apporto d'aria pura, acqua pura, cibo sano e naturale, esercizio fisico, pulizia del corpo, adeguato riposo, equilibrio psichico e spirituale. Alcuni di questi fattori (come esercizio fisico, cibo sano) sono da ricercare non immediatamente, ma quando la crisi disintossicante (malattia) è passata, per raggiungere così un completo recupero. Durante la malattia la cosa più importante è infatti il riposo fisiologico completo (digiuno).
Durante il completo riposo fisiologico, infatti, tutte le risorse energetiche dell'organismo saranno a disposizione dell'attività disintossicante. Da quanto ho detto finora dovrebbe essere chiaro che per l'igienismo tutte le malattie hanno fondamentalmente una causa (EZIOLOGIA) - unica: una vita irregolare che ha diminuito la vitalità del corpo (SNERVAZIONE) e determinato avvelenamento del sangue (TOSSIEMIA) e, di conseguenza, dei tessuti. Ho introdotto così due termini chiave per capire a fondo il dinamismo del fatto morboso:
1) SNERVAZIONE
2) TOSSIEMIA
Sono due fenomeni strettamente correlati che costituiscono il modo con cui dalla causa iniziale si sviluppa la malattia: cioè la PATOGENESI. Vorrei richiamare l'attenzione su alcuni concetti non trascurabili:
1) Essendo unica la causa, unica la modalità di sviluppo ed unica la modalità di guarigione, la malattia è fondamentalmente una sola, pur assumendo aspetti e apparenze sempre diverse a causa delle diversità degli individui e delle circostanze.
2) Pur se la malattia sembra, in certi casi, a esclusivo carico di un organo, in effetti è sempre tutto il corpo ad essere ammalato, anche se una sua parte può essere impegnata in modo più vistoso nell'attività di eliminazione delle tossine e nei fenomeni riparativi: ciò si verifica o per cause contingenti (es. un trauma) o per cause che dipendano dalla costituzione individuale o dalle abitudini o anche dall'ambiente.
Da un certo punto di vista si potrebbe pensare che l'organo più impegnato sia il più debole, quello che risente maggiormente delle condizioni interne non buone. Ma è più coerente con l'ottica igienista dire che, in un certo senso, sia il più forte! Dal momento che la malattia è un processo attivo e regolato, il compito maggiore sarà devoluto a chi è in grado di sopportarlo meglio: l'organo più forte, appunto. Esempio: se la pelle presenta eczemi, ciò è perchè essa ha la capacità di svolgere un lavoro di eliminazione meglio di altre parti del corpo. Se la pelle si indebolisce (pomate ed unguenti vari!) può scomparire l'eczema, ma il lavoro che faceva la pelle adesso è a carico del resto dell'organismo che probabilmente non sarà in grado di svolgerlo con la stessa efficienza di prima; il conseguente aumento della tossiemia comporterà un aggravamento della condizione generale: la pelle potrà sembrare più sana, ma il corpo è più malato!
3) Se la malattia è una, la giusta diagnosi perde molto del suo valore. Semmai, può avere importanza saper valutare la residua vitalità dell'organismo: non perché cambino con essa le misure da prendere, piuttosto essa ammonisce sull'urgenza e drasticità di tali misure.
4) Ed i virus, i batteri, i funghi, i parassiti e la sterminata serie di cause che la medicina d'oggi considera reali, cioè in grado di causare le malattie o comunque di giocare un ruolo preponderante nel loro determinismo?
Sono, quando non si tratta di fantasie, dei fenomeni che si instaurano secondariamente: un corpo sano resisterà a qualunque germe, (i germi, di ogni tipo, sono ovunque) un corpo intossicato, viceversa, può diventare il terreno di coltura dei germe più banale e cedere alla sua invasione. Vi sono delle condizioni particolari che possono danneggiare il corpo: es. traumi che causano lesioni di ossa, muscoli; organi interni ecc., azione di caustici, ustioni; avvelenamenti con tossici di origine inorganica e biologica (ad es. funghi e serpenti velenosi, ecc.). Ma tutti questi avvenimenti non sono malattie! Sono situazioni traumatiche in cui il corpo è leso perché è esposto a condizioni talmente inadeguate alla vita da determinare un vero e proprio guasto immediato nel corpo. In casi del genere, un intervento tempestivo può essere la salvezza: ma non sono malattie!
Per quanto riguarda poi l'incidenza, nell'insorgere della malattia, della ereditarietà, l'igiene Naturale pensa che essa è trascurabile rispetto al ruolo giocato dall'ambiente e dalle abitudini di vita. Vivendo in armonia con la Natura, si potrà rinvigorire una costituzione debole, il comportamento opposto deteriorerà rapidamente il fisico più forte. Le malattie ereditarie vere e proprie, (quelle in cui l'ambiente non giocherebbe alcun ruolo) sono veramente rare e, secondo l'igiene Naturale, sarebbero ascrivibili ad una somma di errori commessi dai progenitori. Questo significa che l'igiene Naturale nega, in realtà, la possibilità di una malattia genetica pura, causata, cioè, da una alterazione del patrimonio ereditario dovuta a fattori casuali o, comunque, non riconducibili a comportamenti scorretti dell'uomo.

Per ulteriori approfondimenti vi invito a leggere, se già non lo avete fatto, uno dei post precedentemente pubblicati molto interessante: Verità alimentari. Tutto ciò che non vi hanno mai raccontato.

lunedì 25 aprile 2011

Scie chimiche nei nostri cieli. Avvelenamento di massa autorizzato da...?

Spesso, alzando lo sguardo al cielo di giorno, vediamo apparire improvvisamente delle lunghe scie bianche, lasciate da aerei misteriosi (non sono aerei di linea) di cui non è possibile distinguere la provenienza. Queste scie persistono nei nostri cieli per diverse ore, e gradualmente si allargano dando al cielo uno strano effetto velato. Ma tutti noi siamo troppo impegnati, durante il giorno, con i nostri affari, problemi, pratiche da sbrigare, per occuparci di questi strani segni nel cielo,
Da un articolo del sito ufficiale italiano che si occupa di questi fenomeni leggiamo:
"Le lunghe scie bianche diverse dalle scie di condensazione hanno iniziato a creare i primi sospetti sulla loro natura nel lontano 1998. In seguito ad una loro massiccia presenza nel cielo, gli abitanti di una cittadina canadese, Espanola, cominciarono ad accusare problemi di salute come: letargia, forti dolori alle giunture, perdita di memoria a breve termine, disturbi alle vie respiratorie, sintomi da depressione o simili a quelli influenzali. Alcuni cittadini, seriamente preoccupati per ciò che stava accadendo sulle loro teste e alla loro salute, commissionarono a proprie spese analisi di laboratorio su campioni di acqua e di neve della propria terra. Le analisi chimiche riscontrarono la presenza di quantità di particolato di alluminio 20 volte superiore al limite indicato per l’acqua potabile.
Ad Edmonton (in Alberta), sempre in Canada, dopo la comparsa di queste scie rilasciate dagli aerei, cominciarono a morire le piante di una vasta area divenuta in breve tempo arida. Ad un’analisi chimica del terreno, risultò che la sua conduttività era sette volte superiore alla norma e questo a causa della percentuale altissima di bario e alluminio.
Da uno studio sulle analisi dell'acqua potabile (1984-2006) dello Stato della California, risulta una notevole percentuale di sostanze chimiche, tra cui metalli quali magnesio, piombo, manganese, bario, alluminio, ferro, sodio. L'acqua è risultata particolarmente conduttiva elettricamente. Nel documento si evidenzia come tali sostanze, alcune altamente tossiche, non fossero state rilevate nelle analisi condotte sino alla fine degli anni ottanta e che l'incremento si è avuto solo negli ultimi anni (a partire dal 1994) con un picco nel 2006. Gli autori del documento si chiedono "perché" questi metalli si trovino nell'acqua potabile solo dal 1994.
In seguito l'avvistamento di queste scie tanto diverse dalle scie di condensazione, anche in Italia si sono effettuate analisi chimiche. I risultati hanno portato alle stesse conclusioni: presenza di elevate quantità di alluminio e bario nei campioni analizzati.
L'intossicazione da metalli pesanti è un problema importante ma poco conosciuto, anzi spesso ignorato in medicina. I metalli tossici (cadmio, mercurio, piombo, alluminio, arsenio) si concencentrano nei tessuti molli del nostro organismo. Un ottimo mezzo per scoprire l'intossicazione da metalli tossici è l'analisi del capello (o in alternativa dei peli delle ascelle o del pube oppure le unghie delle mani e dei piedi) chiamato mineralogramma, test riconosciuto dal OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) che completa le indagini cliniche già in uso, in grado di apportare informazioni sulla funzionalità del metabolismo rilevando quali equilibri siano stati alterati, di quali integratori minerali e vitaminici abbiamo bisogno, quali metalli tossici stiamo accumulando molto prima che si manifestino i sintomi o che le analisi di sangue e urina rivelino la loro presenza."
Da questa sequenza video capirete di cosa stiamo parlando, e come consueto, lascerò a voi la libera interpretazione delle informazioni che ascolterete.
Nel caso in cui la questione vi interessasse, potete approfondirla direttamente cliccando sui seguenti link:
Buona visione.


E se vuoi firmare la petizione contro le scie chimiche, clicca qui

mercoledì 20 aprile 2011

Ecco come si creano le nuove malattie.

Il tema di questo post è abbastanza insolito. Vi chiederete: "Ma come si fanno a creare nuove malattie?".
Esistono metodi molto più subdoli e meno rischiosi (perchè legali!) dell'immettere in circolazione nuovi virus e batteri creati o modificati in laboratorio, per arrivare a questo scopo, ed è arrivato il momento per voi di conoscerli.
Andremo a visionare una sequenza video realizzata da Marcello Pamio, autore dell'autorevole sito www.disinformazione.it, attraverso la quale verranno descritti appunto quali metodi utilizzano le lobbies farmaceutiche per far crescere in numero sempre maggiore la popolazione affetta da patologie di svariato tipo. Verrà anche focalizzata l'attenzione sulla dubbia utilità degli screening per alcune tipologie di cancro. Ecco la sequenza video:



Adesso che avete le idee più chiare sulla vera attendibilità delle soglie di normalità relative ad alcuni esami di controllo dei valori del sangue, prima di credere di essere seriamente malati, provate ad "ascoltare" il vostro corpo per capire se realmente esso manifesta sintomi di anormalità.

In proposito voglio postarvi un articolo molto interessante, pubblicato sull'editoriale on-line "Bueno buono good" a cura di Matteo Vitiello:

"Ho mal di testa. Prenderò un’aspirina. Ho mal di pancia, prenderò una pastiglia. Ho mal di schiena, prenderò l’antidolorifico. Molti sono abituati a risolvere i problemi con i farmaci. Oggi ci sono farmaci per tutto e sempre più persone sono diventate dipendenti dalle medicine e le assumono per qualsiasi tipo di malessere, confidando negli effetti curativi.
Nella maggior parte delle patologie i farmaci consigliati dalle grandi industrie farmaceutiche servono poco ed il più delle volte danneggiano il nostro organismo. I farmaci non eliminano il problema, si limitano ad alleviare, spesso in maniera molto aggressiva, i sintomi del male stare. Le medicine prese con tanta leggerezza, per far fronte ad un’influenza od un raffreddore, ad esempio, non fanno nient’altro che farci smettere di starnutire o ci abbassano la febbre, risultati che si ottengono anche senza prendere l’aspirina, parola di scienziati e medici non compromessi con l’industria farmaceutica.
Chi assume farmaci come fossero caramelle, ha un organismo più debole di chi, invece, cosciente della natura del 90% dei farmaci che attualmente sono sul mercato, sa ascoltare il proprio corpo e sceglie rimedi naturali, sviluppando così un sistema immunitario molto più robusto. Oltre ad indebolire, i farmaci causano frastorni, sonnolenza ed altri effetti collaterali più o meno gravi, creano dipendenza ed in fin dei conti fanno l’effetto contrario a quello per cui vengono spacciati: ci fanno ammalare.
Questo non è un anatema contro tutti i farmaci (e nemmeno un editoriale che parla di omeopatia o naturopatia, ndr), ce ne sono di indispensabili per la cura di alcune patologie croniche.
Questo articolo è stato scritto per farvi conoscere la natura dei farmaci che tenete in casa e che pensate siano buoni, per presentarvi alcune verità circa le industrie farmaceutiche ed il sistema della sanità pubblica.
Leggendo i prossimi paragrafi saprete qualcosa di più sui danni che può causare un farmaco. Vi parlerò di fatti sconvolgenti in merito alla creazione di malattie ed alle sperimentazioni illegali condotte dalle industrie farmaceutiche, alle cui medicine tante persone hanno affidato la cura dei propri mali.
Alcuni saranno scettici… mal per loro, che continuino a prendere l’aspirina per ogni mal di testa. Non vi parlo di cospirazioni fantascientifiche ma di fatti reali. Sapete che molte malattie sono state create per poi fare business con la vendita di farmaci e vaccini? Si, lo so, è triste e squallido e se non ci credete, sappiate che è vero.
L’industria farmaceutica e l’amministrazione della salute pubblica sono peggio dei cartelli della cocaina colombiana e del commercio internazionale di armi. Sono peggio perché l’industria farmaceutica si camuffa, si presenta agli occhi delle persone come un salvatore, un buon samaritano che aiuta a difendersi dalle malattie e curarle, quando, invece, l’industria del farmaco agisce come un’azienda privata ed i suoi interessi sono puramente commerciali ed economici.
Molti saranno d’accordo con me: al giorno d’oggi qualsiasi cura dovrebbe essere gratuita per tutti ed il denaro non dovrebbe avere niente a che vedere con la medicina e la salute dell’umanità. Questa sarebbe evoluzione e sviluppo. Purtroppo però, ancora oggi, la logica economica e del profitto regola il mondo della medicina, della ricerca e delle scienze farmaceutiche.
L’industria farmaceutica oltre ad ingannare, uccide. L’utilizzo metodico di farmaci causa dipendenza e fa danni al nostro corpo e le sperimentazioni scientifiche hanno già ammazzato migliaia di persone. Gli amministratori della salute pubblica fanno la loro parte in questo triste quadro che vi sto presentando: già sapete che se non si hanno abbastanza soldi, non si viene curati o si viene curati come pazienti di serie B.
La società contemporanea è popolata da una quantità sempre maggiore di zombie, persone spente, che hanno fatto del farmaco un compagno di vita per combattere anche le più piccole battaglie quotidiane, riducendo il proprio corpo ad un ammasso blando di carne ed ossa: in questo modo hanno perso la vitalità, la linfa, l’energia, in fin dei conti, la salute.
Arriviamo al nucleo del discorso. Le case farmaceutiche che propongono farmaci contro quella o quell’altra malattia, sono dei veri e propri criminali. Per due ragioni: la maggior parte delle malattie dell’era contemporanea hanno soluzioni molto più semplici di quelle promosse dai medicamenti che, al contrario, sono più lucrativi e danneggiano il corpo; l’altro motivo è legato alle sperimentazioni dei farmaci, veri e propri atti di barbarie perpetrati all’ombra, senza che l’opinione pubblica se ne renda conto ed in Paesi dove la gente è così povera e senza speranza o non è in grado di leggere il consenso informato che gli si propone prima di cominciare la sperimentazione di un nuovo farmaco, che vengono utilizzate come cavie umane.
In questo articolo vi presenterò il Dottor Matthias Rath, il medico tedesco (direttore del centro di ricerca medica, il Rath Institute, portavoce della sua fondazione, la Rath Foundation e collaboratore del Premio Nobel Linus Pauling) che, nel giugno del 2003, presentò accusa davanti al Tribunale Criminale Internazionale di Den Haag, Olanda (il primo organismo internazionale istituito per perseguire i crimini di guerra dopo i processi di Norimberga e Tokyo, alla fine della Seconda Guerra Mondiale, ndr) contro le più grandi multinazionali del farmaco ed i relativi gruppi finanziari e lobby politiche correlate. L’accusa? Genocidio.
Il dott. Rath ha fatto della sua vita una missione volta a fare giustizia e mandare in prigione criminali camuffati da dottori, farmacisti ed amministratori della salute pubblica, ovvero tutti i direttori generali, gli alti dirigenti ed i consigli di amministrazione delle multinazionali farmaceutiche quali Pfizer, Merck & Co. (produttrice del SINGULAIR, vedi post precedente - ndr), GlaxoSmithKline, Novartis, delle petrolchimiche Exxon, BP, Chevron ed i relativi  membri dei gruppi finanziari che le sostengono, come Rockefeller, Rothschild, Jp Morgan, i militari, i dirigenti sanitari, i mass media e chiunque abbia avuto le mani in pasta con i comportamenti criminali dell’industria farmaceutica. Una lista impressionante di nomi, tutti raccolti dietro un’unica pesantissima accusa: genocidio.
“I medicinali chimici e brevettati mirano solo alla rimozione del sintomo, non importa se ciò comporta anche disastrosi e talvolta fatali, effetti collaterali. I farmaci sono tra il 4° ed il 5° motivo di morte al mondo […]. La maggior parte delle malattie contemporanee, da quelle cardiache fino al cancro e all’AIDS, sono conseguenza di carenze vitaminiche nelle milioni di cellule del nostro organismo e sono dunque afferenti con sostanze non brevettabili e dai costi limitati, così come dimostrano moltissimi studi condotti in passato. Con le attuali conoscenze scientifiche nel campo della ricerca vitamimica e della medicina cellulare è possibile eliminare tre malattie su quattro nel mondo industrializzato. Questi studi sono arcinoti alle case farmaceutiche mondiali che, però, al fine di condurre il loro business della malattia, le hanno deliberatamente ignorate e soppresse, promuovendo una ricerca medica non con l’obiettivo di trovare le cure più efficaci, sicure ed economiche, bensì con quello di individuare i più grandi mercati della malattia ed ottenere in quelli i massimi guadagni […]. Gli accusati  sono responsabili di avere deliberatamente provocato il perdurare e diffondersi delle malattie, causandone volontariamente di nuove ed espandendo l’uso di medicinali brevettati per una sola malattia, al maggior numero di malattie possibili. Per realizzare questi obiettivi, gli imputati hanno strategicamente progettato, implementato, condotto ed organizzato un piano di frode commerciale su scala globale che per la sua vastità economica non ha precedenti nella storia umana […]. Ho iniziato a lavorare nel campo della ricerca convenzionale sulle cause delle cardiopatie; a quel tempo si pensava che l’alto livello di colesterolo fosse il principale fattore scatenante degli infarti e degli ictus. A causa dell’influenza dei produttori di farmaci per l’abbassamento del colesterolo, fu detto che gli alti livelli di colesterolo danneggiano le pareti dei vasi sanguigni, bloccandole e causando attacchi cardiaci ed ictus. Oggi sappiamo che questa era solo una operazione di marketing dell’industria farmaceutica. Se il colesterolo alto danneggiasse le pareti dei vasi sanguigni, questo avverrebbe in tutto il sistema circolatorio, che si bloccherebbe in tutto il corpo e non solo nel cuore o nel cervello. In altre parole, subiremmo anche infarti al naso, alle orecchie, alle ginocchia, ai gomiti, alle dita e in tutti gli organi, cosa che, chiaramente, non avviene. Successivamente ho scoperto che le cardiopatie sono essenzialmente sconosciute nel mondo animale, mentre tra gli esseri umani sono una delle principali cause di decesso […]. La scoperta successiva fu una conquista per la medicina naturale di tutto il mondo: gli animali producono nel loro organismo la vitamina C, necessaria a costruire le molecole di collagene che rafforzano il nostro corpo ed il sistema di vasi sanguigni. Quanto maggiore è la quantità di vitamina C, tanto più è presente il collagene, quanto più sono stabili le pareti dei vasi sanguigni, tanto meno si verificano gli infarti. Gli animali subiscono raramente attacchi cardiaci ed il loro organismo produce quantità sufficienti di vitamina C. Noi, esseri umani, non riusciamo a produrre neanche una molecola di questa vitamina e spesso non assumiamo sufficienti quantità di vitamine attraverso il cibo, esponendo il sistema vascolare a debolezza ed allo sviluppo di depositi. Questi depositi si sviluppano principalmente in aree in cui i vasi sanguigni sono più esposti a stress meccanico, come le arterie coronarie. Queste fondamentali scoperte sono state confermate dai dati delle ricerche e dagli studi clinici […]. La scoperta delle cardiopatie è stato solo l’inizio, una volta compreso che le vitamine, i minerali ed alcuni amminoacidi sono necessari come carburante biologico per milioni di cellule del nostro corpo, è diventato evidente che, se attraverso l’applicazione di queste scoperte potevano essere prevenute le malattie alle arterie coronarie e gli infarti, la stessa cosa poteva succedere anche con molte altre malattie d’oggi. Negli ultimi anni, il mio Istituto di ricerca, in collaborazione con scienziati e dottori di tutto il mondo, ha verificato che le seguenti malattie sono causate principalmente da carenze protratte di questi micronutrienti, soprattutto vitamine e minerali. Con l’assunzione di una quantità ottimale di questi micro nutrienti attraverso l’alimentazione o sotto forma di integratori, si possono ampiamente prevenire le seguenti condizioni: alta pressione sanguigna, insufficienza cardiaca, battito cardiaco irregolare, problemi circolatoria di natura di atletica ed altro […]. Un’altra importante scoperta riguarda il modo naturale di impedire alle cellule tumorali di diffondersi nel corpo. Tali cellule, a prescindere dal tipo di cancro e dall’organo in cui esso ha inizio, si diffondono nello stesso modo. Usano delle cosiddette forbici biologiche: gli enzimi, che sono in grado di tagliare le molecole di tessuto (collagene) del nostro corpo. Quanto più il tipo di cancro è aggressivo, tanto più produce enzimi che distruggono il collagene. Questa eccessiva produzione può essere rallentata o internamente bloccata in modo naturale, usando gli amminoacidi, lisina e prolina in combinazione con vitamina C ed altri micronutrienti. La sola domanda che rimane è: perché queste informazioni non sono state diffuse immediatamente in tutto il mondo? Il solo motivo per cui queste grandi scoperte mediche non sono state approfondite ed applicate è che queste sostanze (i micronutrienti) non sono brevettabili e perciò hanno bassi margini di profitto. Inoltre, cosa più importante, ogni trattamento efficace di una malattia porta infine al suo sradicamento ed all’eliminazione di un mercato di farmaci da molti miliardi di dollari […]. Con il pretesto di curare il cancro utilizzando il termine di copertura ‘chemioterapia’, vengono somministrate al paziente sostanze tossiche, che includono anche derivati di gas iprite. Il fatto che queste sostanze tossiche distruggano anche milioni di cellule sane è volutamente calcolato. Sapendo ciò, sono state deliberatamente previste le seguenti conseguenze: primo, il cancro si sarebbe diffuso come epidemia globale, fornendo le basi economiche per un duraturo business multimiliardario su questa malattia; secondo, l’applicazione sistematica di agenti tossici in forma di chemioterapia causa la diffusione di nuove malattie nei pazienti affetti da tumore, che ricevono quelle sostanze tossiche. In conseguenza a questa strategia, il mercato dei medicinali per il trattamento dei pericolosi effetti collaterali di questi agenti tossici (che sono causa di infezioni, infiammazioni, emorragie, blocco degli organi), è ancora più vasto del mercato dei medicinali chemioterapici stessi. Pertanto, gli imputati hanno applicato il loro piano di frode organizzata anche ai danni di centinaia di milioni di pazienti neoplastici, con un solo ed unico obiettivo: rimpinguare il proprio portafoglio […]. L’80% dei prodotti farmaceutici attualmente sul mercato non è di provata efficacia. Se una malattia viene prevenuta o debellata, semplicemente non rappresenta più mercato. Dunque meglio non debellarla affatto. O magari inventarsene di nuove come è avvenuto con il caso della polmonite atipica. La SARS non è altro che una malattia virale che, come tutti i virus, può essere contenuta e prevenuta con un adeguato apporto di ascorbato (vitamina C) ed altre molecole naturali ma, come ha spiegato, queste molecole non sono brevettabili e pertanto il loro uso non viene promosso. Ciò che viene promosso, invece, è la paura globale di una qualche misteriosa epidemia, paura che va ad esclusivo vantaggio del cartello delle industrie farmaceutiche, provocando una dipendenza psicologica dai farmaci e diffondendo un clima in cui è possibile forzare un certo numero di leggi che conferiscano maggiori poteri al governo […]. L’industria farmaceutica è stata creata artificialmente da investitori come il Gruppo Rockefeller che, per arricchirsi con le malattie, hanno dovuto impedire la diffusione mondiale di cure naturali non brevettabili. Come? Facendo pressione ed acquistando l’opinione medica nel mondo, fondando scuole mediche private come le Università della cosiddetta Ivy League, da Harvard a Yale, assumendo fin dagli anni Sessanta il controllo di OMS e FAO, combattendo, con l’istituzione del Codex Alimentariusl’uso di micronutrienti (con il pretesto di presunti effetti collaterali, assolutamente inesistenti) […]. Le informazioni sui micronutrienti e sui farmaci naturali ormai si sono diffuse su scala mondiale. Questo ha rappresentato una tale minaccia per il multimiliardario gruppo di investimento, che quest’ultimo sta cercando di centrare la sua morsa globale sulla popolazione mondiale con l’aiuto di una task-force legale, attraverso le leggi protezioniste e l’abbandono dei diritti civili. L’alibi per questa strategia è la guerra al terrorismo. Questa guerra non è una guerra reale, è stata strategicamente sviluppata e realizzata per creare uno stato di paura ed intimidazione globale tale da permettere l’implementazione di misure legali drastiche non solo in America ma in tutto il mondo. Per questo la prima a beneficiare della crisi attuale, la guerra in Iraq e la potenziale terza guerra mondiale è l’industria farmaceutica […]”. (Dr. Matthias Rath)